L’emendamento alla legge italiana del 2003 per il commercio elettronico, firmato dall’On. Giovanni Fava (Lega Nord), riprende alla Camera i principi delle due “famigerate” norme statunitensi — bloccate al congresso, in seguito alle proteste. Nello specifico, parliamo dello Stop Online Privacy Act (SOPA) e del Protect IP Act (PIPA).
Mentre Neelie Kroes, il vice-presidente della Commissione Europea, rassicurava i cittadini sull’inesistenza di progetti comunitari equivalenti al SOPA/PIPA… la Commissione competente della Camera dei Deputati approvava l’emendamento dell’On. Fava all’adeguamento della legge voluto dall’Europa. Un altro, evidente, paradosso italiano.
Scongiurati l’obbligo di rettifica e il precedente tentativo dell’On. Elena Centemero (PDL), che prevedeva «una disconnessione» alla francese, è arrivato l’emendamento dell’On. Fava. Il testo autorizza la rimozione coatta dei contenuti apparsi sul web qualora una segnalazione lo richiedesse. Una variante della cd. “legge-bavaglio”.
Via | Agorà Digitale
Gianluca Deceglie
25 gen 2012 - 12:54 - #1Ma se passa, chiunque potrà andare su qualsiasi sito e chiedere di rimuovere i contenuti? Speriamo passi, così iniziamo a tappeto a far rimuovere TUTTO quello che capita a tiro…