Facebook: molte persone usano le sue credenziali d'accesso per il login su altri siti

Sono tantissime le persone che utilizzano il login su altri siti tramite i dati di accesso su Facebook.

mark zuckerberg

Facebook - Sembra che siano tantissime le persone che effettuano il login su altri siti usando i dati di accesso di Facebook. Mensilmente pare che siano 350 milioni le persone che effettuano il login su siti e applicazioni sfruttando le credenziali del social network blu. Vediamo Facebook e Google fra i pulsanti di accesso a siti popolari come Netflix, Uber, Spotify, LinkedIn, Imgur e tantissimi altri ancora. Agli utenti piace tantissimo questa soluzione di autenticazione social sui siti web: significa che hanno un minor numero di credenziali individuali da ricordare.

Usare le credenziali di Facebook per accedere ad altri siti

Lujo Bauer, professore associato presso la Carnegie Mellon Unversity, ha così spiegato: "Sostituire decine di password con una sola è grandioso: posso creare una password più forte e ricordarla più facilmente, dal momento che utilizzerò quella per tutto il tempo. Questo vuol anche dire che i miei account avranno meno probabilità di essere compromessi da un hacker che indovina le mie password deboli, in quanto in questo modo sarei in grado di evitare l'uso di password deboli".

Usare le credenziali di Facebook per accedere agli altri siti è indubbiamente più comodo e veloce. Secondo un rapporto della società di ricerca Forrester, parecchi clienti trovano frustrante il fatto che alcuni siti di e-commerce non abbiano un pulsante social per il sign-up tramite Facebook o Google e parecchi di costoro pare che abbiano desistito dal fare acquisti sul sito per questo motivo.

Qualcuno protesta però per quanto riguarda la privacy: accedendo ai siti web sfruttando le credenziali di accesso di Facebook o Google, fa sì che i due giganti sappiano quali siti preferiamo visitare e utilizzino queste informazioni per creare annunci pubblicitari mirati. Il che da un certo punto di vista non è un male: visto che dalla pubblicità non possiamo sfuggire, almeno che sia una pubblicità che mi interessa.

Via | Mashable

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