USA, detenuto da 16 mesi perché si rifiuta di decrittare i suoi hard disk

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Un ex sergente della polizia di Philadelphia, Francis Rawls, è detenuto legalmente ormai da 16 mesi perché continua a rifiutarsi, nonostante l’ordine di un giudice, di permettere alle autorità di accedere al contenuto di due hard disk di sua proprietà confiscati durante un raid.

L’uomo è sospettato di aver collezionato del materiale pedopornografico e le prove del suo coinvolgimento, secondo gli inquirenti, sarebbero contenute proprio in quei due hard disk, criptati col software FileVault di Apple. Il sequestro è avvenuto nel settembre 2015, nel corso di un’operazione di polizia scattata al termine di una delicata indagine incentrata proprio su Francis Rawls.

Le autorità di Philadelphia sono certe che in quei due hard disk si trovi un ricco archivio di immagini che servirà a incriminare e condannare l’ex poliziotto, ma fino a quando i due hard disk non saranno decrittati non si potrà procedere con la formulazione delle accuse. L’uomo non ha ceduto nemmeno davanti all’ordine del giudice, che ha così disposto la sua detenzione fino a quando non adempirà a quanto richiesto.

Di fatto l’ex poliziotto è detenuto senza alcuna accusa e, almeno in teoria, potrebbe restare dietro le sbarre a tempo indeterminato. Al momento, infatti, la Corte Suprema degli Stati Uniti non si è mai ancora espressa sulle questioni riguardanti la decrittazione di un qualsiasi tipo di dispositivo e non esistendo un precedente di questo genere il caso di Rawls si trova in una sorta di limbo.

Non è chiaro, di fatto, se il Quinto Emendamento - in cui si legge, tra le altre cose, che “nessuno potrà essere obbligato, in qualsiasi causa penale, a deporre contro se medesimo” - protegga anche i cittadini dal venir costretti a decrittare i propri apparecchi digitali. La Corte d’Appello di Philadelphia è già stata interpellata sulla questione, ma al momento non ha ancora fornito risposta.

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Via | ArsTechnica

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