Symantec ha subito il furto dei sorgenti di Endpoint Protection 11.0 e Antivirus 10.2, due programmi che risalgono rispettivamente a quattro e cinque anni fa. Il secondo prodotto non è più in vendita, ma è tuttora supportato dalla società — e riceve costanti aggiornamenti. È un duro colpo per chi distribuisce software di sicurezza.
Soprattutto perché il furto, diversamente da quanto si potrebbe immaginare, non è avvenuto da competitori che vogliano carpire dei segreti industriali. Al contrario, gli hacker volevano dimostrare – pubblicando parte dei sorgenti sul web – che i prodotti di Symantec non contengono affatto del codice. Insomma, sarebbero una “truffa”.
A prescindere dalle considerazioni sull’efficienza dei programmi di Symantec, il software potrebbe subire delle manipolazioni su quelle parti che – da cinque anni a questa parte – non si sono evolute. Esponendo comunque gli utenti degli antivirus della società a delle “falle” di sicurezza. Symantec è immediatamente corsa ai ripari.
Via | The New York Times
van-bastard
07 gen 2012 - 14:40 - #1Wow, è la volta buona che ne faranno delle versioni veramente funzionanti.
........ S U G H . I T ........
07 gen 2012 - 15:56 - #2davvero ridicolo
lufo88
07 gen 2012 - 19:53 - #3Security by oscurity = fail! Ritenere che la sicurezza di un prodotto antivirus sia dipendente anche in minima parte dal fatto che i sorgenti sono closed è una stupidità unica e dimostra la serietà dell’azienda stessa!