Forbes ha definito Daniel Ek, il fondatore svedese di Spotify, «l’uomo più importante» del mercato musicale. Il servizio che ha creato – ed è tuttora inaccessibile dall’Italia – è destinato ad avere successo laddove tutti gli altri hanno fallito: sconfiggere la pirateria. Promuovendo, contemporaneamente, artisti e gruppi emergenti.
La formula di Spotify non è del tutto innovativa. Last.fm, ad esempio, proponeva già qualcosa di molto simile: è “soltanto” un servizio di streaming musicale in abbonamento, per ascoltare qualunque traccia da qualunque dispositivo. La novità reale di Spotify è, piuttosto, nel grande successo ottenuto dove il servizio è disponibile.
Creazione e condivisione di playlist, integrazione con Facebook, possibilità di creare applicazioni per integrare il servizio di base: Spotify è il riassunto delle caratteristiche di altre soluzioni preesistenti. Il vantaggio dei discografici è nel fatto che l’ascoltatore, grazie ai social network, diventa una pubblicità gratuita.
Via | Forbes

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