Anonymous ha dichiarato d’essere del tutto estranea al furto di $1 milione, devoluto in beneficenza, proveniente dalle carte di credito dei clienti di Stratfor. La sottrazione di denaro è avvenuta davvero, così come le transazioni a diverse associazioni non lucrative: di sicuro sono stati degli “anonimi”, ma non c’entra Anonymous.
Il coinvolgimento di Anonymous non è casuale, perché proprio il gruppo di pressione ha appena divulgato la lista confidenziale dei clienti di Stratfor. Non è dipeso direttamente da Anonymous, invece, quello che è avvenuto in seguito: qualcuno è riuscito a rubare il denaro dalle carte di credito — grazie alla documentazione fornita.
Insomma, Anonymous ha pubblicato tutte le informazioni necessarie a effettuare il furto… però non ha rubato nulla. Tuttavia, qualcuno l’ha fatto e non esistono garanzie sul fatto che non sia legato in qualche modo ad Anonymous. Né del contrario, in realtà: l’unica certezza è che Anonymous ha fornito gli strumenti perché avvenisse.
Via | TG Daily
lufo88
27 dic 2011 - 12:30 - #1In pratica hanno fornito al mondo intero le credenziali di accesso e rifiutano ogni responsabilità? O bella questa!
Leiladà
27 dic 2011 - 12:53 - #2A parte che tra il pubblicare una lista di clienti e “tutte le informazioni per il furto” ne passa, bisognerebbe quindi sapere su che basi sono state tratte le conclusioni scritte nell’articolo, cmq non vi pare troppo semplice che adesso Anonymous sia “casualmente” il responsabile di tutto quello che succede di male nell’internet? Provate a frenare un attimo il rage mode e soffermarvi a riflettere se forse con la visibilità che si è concesso (perchè se avesse voluto non ne sapremmo niente) non abbia anche attirato le ire di chi prima non poteva arrabbiarsi con nessun altro (tranne che con se stesso) per le violazioni informatiche subite.
Non voglio giustificare o altro, dico solo che è tato facile sputare sentenze e scagliarsi ciecamente, ma forse le cose non sono così chiare o semplici come ci sembrano, e quindi agire così potrebbe risultare da stupidi quando invece sarebbe meglio fermarsi un attimo a pensare e valutare le cose col giusto peso.
bouncingbetty
27 dic 2011 - 13:07 - #3ma se avevano un elenco in chiaro dei dati delle carte d credito secondo te che quatzo di dati potrebbe aver mai pubblicato anonimous genio???
Leiladà
27 dic 2011 - 13:13 - #4#3 Appunto la domanda è lecita. Oppure tu sai di preciso che dati abbia pubblicato e se erano così semplici come evidentemente tu sai già con certezza? Quello che dico è proprio di porsi delle domande prima di andare dritti come un treno alle conclusioni, di pensare a quali potrebbero essere le fonti, e poi tenendo conto dei fatti e delle cose ancora dubbiose si potrà esprimere un parere, ma sempre restando consci che non è sempre tutto chiaro e limpido, in questo caso particolare poi ancora di più visto anche l’argomento stesso è appunto anonYmous.
sandro-kensan
28 dic 2011 - 00:07 - #5Non per dire ma questo:
// EVEN WITH ALL THE BEST SECURITY PRACTICES LEARNED FROM THE “RENOWNED WHITE
// HAT HACKERS” WE STILL MANAGED TO STEAL ALL YOUR PERSONAL INFORMATION. UMAD?
//
// Frank Ginac CC Number: 376792323491009 Expiration: 5/2014 CVV: 9385
// Pass (md5): 6c0e721556401ce239ad454e83f0dc60
// Phone: 512-788-3882 Address: 7901 Bee Caves Road #23 Austin, Texas, 78746
Mi sembra un dato importante:
http://zone-h.org/mirror/id/16416728
Frank è il CEO della CIA ombra.