Bufale su Facebook: la magnitudo dei terremoti

Ha ripreso a girare su Facebook la bufala relativa al governo che falsifica la magnitudo dei terremoti per non pagare i danni. Non è vero, ecco la spiegazione.

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Bufale su Facebook - I complottisti non si fermano mai, anche sui terremoti riescono a creare bufale e raggirare gli utenti più creduloni. Su Facebook, Twitter e sul web in generale a seguito delle ultime scosse di terremoto ecco che il governo e l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) sono stati ingiustamente accusati di aver volontariamente abbassato l'intensità della magnitudo della scossa sismica. Tutta colpa di una legge che prevederebbe che lo stato paghi i danni solo per scosse superiori a quelle di magnitudo 6.1. Ma non è così, basterebbe anche solo ragionarci su per capire perché nelle prime ore dopo un sisma l'intensità della magnitudo viene riportata in maniera diversa dalle differenti testate giornalistiche e agenzie di stampa.

Bufale su Facebook: come si calcola la magnitudo del terremoto

La scossa di ieri sera non si era ancora esaurita che utenti su Facebook tuonavano indignati sul fatto che una fonte riportasse una certa magnitudo e un'altra una più bassa. Per i complottisti tutto è stato fatto per evitare che lo stato paghi i danni secondo una legge del governo Monti, ma le cose funzionano diversamente.

Quando si verifica una scossa di terremoto gli strumenti che si trovano più vicini all'epicentro la misurano con maggior precisione, quelli più lontani hanno un margine di errore maggiore. Inoltre i primi dati vengono sempre corretti perché ci sono parecchi fattori e dati da analizzare per ottenere la magnitudo corretta.

Quindi quando c'è una scossa, subito esce la magnitudo presunta. Poi computer e sismologi si mettono al lavoro, incrociano e studiano i dati e correggono la magnitudo originale ottenendo così quella reale. E tutto ciò può durare anche ore.

Ma non è tutto, anche il presupposto stesso della bufala, la legge Monti, dice ben altro. I danni non vengono pagati dallo stato in base alla magnitudo, ma in base all'intensità. Se per esempio avviene un terremoto fortissimo in una zona dove non ci sono né persone né città, i danni saranno irrilevanti rispetto a un terremoto di magnitudo anche minore, ma che avviene in una zona densamente popolata. E questo spiega perché gli aiuti per i terremoti si attivino anche per magnitudo più basse di 6.1, solo che questo i complottisti e i bufalari comodamente si scordano di dirlo.

Via | Pagina Facebook di Bufale e Dintorni

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