AirBnb a rischio nello stato di New York

Tempi durissimi per AirBnb a New York, dove già da settimane l’affitto di interi appartamenti per un breve periodo attraverso piattaforme come quella proposta da AirBnb è di fatto vietato, così da non intaccare in alcun modo l’operato di hotel e altre strutture ricettive che vivono proprio di quello.

Il governatore Andrew Cuomo dovrebbe firmare a giorni una legge, già approvata dall’Assemblea e dal Senato, che renderà illegale anche il solo pubblicizzare gli affitti di interi appartamenti per un periodo inferiore ai 30 giorni.

La legge prevede un sistema di tre avvertimenti: la prima volta che si verrà scoperti a pubblicizzare l’affitto di un intero alloggio per un breve periodo si dovrà pagare una multa di mille dollari, che salirà a 5 mila per la seconda volta e a 7.500 la terza volta.

La legge è stata pensata per evitare ai proprietari di appartamenti di arricchirsi affittando le strutture in loro possesso per brevissimi periodi, guadagnando quindi cifre decisamente superiori rispetto all’affitto con canone mensile. I proprietari degli hotel, non appena la legge sarà firmata, potranno quindi tirare un sospiro di sollievo.

AirBnb, dal canto suo, non ha accolto bene la notizia e ha iniziato a prendere dei provvedimenti tra New York e San Francisco. A partire dal 1° novembre in queste due città non sarà possibile mettere in affitto più di un appartamento per ciascun utente.

I proprietari di diversi appartamenti, secondo le nuove regole, non potranno più metterli in affitto tutti su AirBnb. Va da sé che, fino a quando la legge lo permetterà, questi potranno iniziare a rivolgersi ai servizi offerti dalla concorrenza. Per AirBnb, comunque, si tratta di un tentativo di andare incontro alle nuove legislazioni in via di approvazione.

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