Spotify: 3 ragioni per cui è destinato a fallire in Giappone

Spotify è arrivato in Giappone, ma secondo Forbes è destinato a fallire per ben tre ragioni.

idol giappone

Spotify è finalmente arrivato in via ufficiale in Giappone. Tuttavia non tutti sono convinti che la scelta del Giappone sia stata una mossa azzeccata da parte del social network di streaming musicale. Quelli di Forbes hanno trovato tre motivi per cui è possibile che Spotify non abbia successo in Giappone e sia destinato inesorabilmente a un gran buco nell'acqua:

  1. pochi artisti e etichette giapponesi: Daniel Ek, CEO di Spotify, ha dichiarato di essere molto contento di essere riuscito a portare 2 milioni di artisti di tutto il mondo in Giappone. Inoltre inserirà anche una sorta di funzione karaoke con il testo della canzone che comparirà sullo schermo durante la riproduzione dei brani. Tutto molto bello, ma non ha considerato un fatto importante: il mercato della musica giapponese tende a focalizzarsi molto sulle band e artisti giapponesi e Spotify ha firmato pochi contratti con le etichette musicali giapponesi. Meno della metà delle canzoni della Oricon Chart sono disponibili su Spotify. Idem dicasi per la funzione karaoke: difficilmente i giapponesi usano il karaoke in casa, per loro andare nei karaoke bar è una funzione sociale
  2. problemi con gli utenti paganti: diversi servizi di musica in streaming, sia locali che internazionali, sono stati lanciati in Giappone nel corso del 2015 e inizialmente avevano numeri buoni per quanto riguarda gli utenti, quindi probabilmente anche per Spotify sarà la stessa cosa. Solo che poi tutti questi servizi hanno avuto problemi nel convertire gli utenti dai servizi gratuiti a quelli a pagamento. I tassi di conversione di Spotify sono bassi, mancano alcuni contenuti che gli utenti giapponesi vogliono e il numero di utenti giapponesi di Spotify è destinato a decadere in breve tempo
  3. i giapponesi amano i CD: il Giappone è il secondo mercato musicale più importante al mondo, ma il problema è che la maggior parte degli introiti arriva dalla vendita dei CD. L'80% della musica venduta in Giappone è sotto forma di CD e la maggior parte di essa è venduta alle generazioni più anziane che non vogliono la musica in streaming, bensì oggetti fisici. Il Giappone è unico, funziona in un modo diverso dal resto del mondo. E se Spotify vuole aver successo deve capirlo in fretta

Foto | dj-ph

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