Apple indagata dall’antitrust europeo per collusione con gli editori

AppleApple potrebbe essere chiamata a rispondere dei propri rapporti con cinque delle maggiori società del settore dell'editoria digitale per la creazione d’un “cartello” sul prezzo degli eBook. È la tesi della Commissione Europea, che martedì ha iscritto la multinazionale di Cupertino nel registro degli indagati dell’antitrust europeo.

L’accusa riguarda, in particolare, gli accordi di Apple con la britannica Penguin e la statunitense HarperCollins. Insieme ad Apple sono indagate per lo stesso atteggiamento la francese Hachette Livre (Francia), Simon & Schuster – una divisione della CBS – e Macmillan (Germania). Cupertino ha preferito non rilasciare alcun commento.

L’indagine è basata sul controllo dei prezzi che Apple avrebbe la possibilità d’operare, grazie alla diffusione di iPad in Europa. L’accusa è quella di vendere gli eBook a un costo più elevato degli Stati Uniti perché non esiste un’adeguata competizione: ad esempio, tuttora il Kindle Fire di Amazon non è distribuito sul continente.

Un aspetto importante dell’attenzione prestata dalla Commissione Europea al mercato di Apple riguarda la scarsa fiducia nei competitori. Google non è neppure menzionata, nonostante i tablet con Android siano generalmente più accessibili di iPad. Amazon è in una posizione diversa perché la gamma dei Kindle è ancora al bianco e nero.

L’eReader di Amazon, infatti, è distribuito in Europa con una versione “obsoleta” rispetto al mercato statunitense. Altri produttori, come Barnes & Noble, sono del tutto assenti. Apple è indagata perché, al contrario dei tradizionali competitori, tratta l’Europa alla pari con l’Asia e gli Stati Uniti. Siamo di fronte a un paradosso.

Personalmente, non condividendo la politica di Apple, tendo a evidenziare gli errori di Cupertino: tuttavia, nella circostanza ritengo che l’Europa dovrebbe preoccuparsi d’attrarre gli altri produttori di tablet, prima d’avanzare qualsiasi accusa. Il monopolio di fatto realizzato da iPad è, piuttosto, un demerito della concorrenza.

Via | The New York Times

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