Spotify nega di ridurre la visibilità degli artisti che hanno esclusive con Apple Music

L’enorme successo di Apple Music sta dando non poco filo da torcere a Spotify, spesso costretto a fare i conti con album concessi in esclusiva temporanea al servizio musicale di Apple, senza contare le importanti esclusive di Tidal.

Come reagire di fronte a queste esclusive? Secondo quanto riferito da Bloomberg, che cita fonti vicine all’azienda, Spotify avrebbe iniziato a “punire” gli artisti che si rendono protagonisti di queste esclusive riducendo la visibilità dei loro brani già presenti su Spotify.

Questo non vuol dire, ad esempio, che i brani di un’artista come Beyoncè - che ha rilasciato l’ultimo album, Lemonade, in esclusiva su Tidal - non saranno presentati agli utenti che effettueranno ricerche specifiche su Spotify, ma ci sono buone probabilità che i suoi brani saranno presenti in modo meno massiccio nelle tante playlist messe a disposizione da Spotify.

Va da sé che l’assenza o la riduzione della presenza di suoi brani nelle playlist di Spotify cambia poco a Beyoncè, che non vive certo grazie a Spotify, ma artisti meno noti potrebbero essere seriamente penalizzati da questa politica, considerando anche quanto Spotify può essere importante in molti casi per la scoperta di nuovi artisti.

Sono tanti i modi in cui Spotify propone agli utenti nuova musica da scoprire e rimuovere determinati artisti da queste modalità può davvero influire negativamente sulla carriera degli artisti più giovani o meno noti.

Il report Bloomberg è stato definitivo dai vertici di Spotify come "assolutamente falso", ma al momento non sono state date ulteriori spiegazioni, se non il rimando alla recente dichiarazione di Jonathan Price, capo delle comunicazioni dell’azienda:

Crediamo che le esclusive a lungo termini siano dannose per gli artisti e per i fan. Gli artisti vogliono che quanti più fan possibili possano ascoltare la loro musica e i fan vogliono ascoltare la musica che preferiscono. Le esclusive vanno in entrambi i sensi. Ovviamente capiamo che le esclusive a breve termine con fini promozionali sono molto comuni e non abbiamo una politica totalmente contraria. Rispettiamo le scelte degli artisti di decidere cosa è meglio per loro.

The Spotify logo is pictured on a football table placed in a playroom at the company headquarters in Stockholm on February 16, 2015. AFP PHOTO/JONATHAN NACKSTRAND        (Photo credit should read JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)

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