Ogni giorno, quasi senza rendercene conto, utilizziamo delle espressioni derivate da marchi, slogan e quant’altro riguardi la realtà commerciale che ci circonda. In Italia, è un fenomeno che risale ai tempi del Carosello. Basti pensare al luogo comune su Babbo Natale: il colore rosso del suo costume è un’intuizione della Coca–Cola.
Eppure, soprattutto per quanto concerne il software, le società non sono così felici dell’utilizzo del nome dei propri prodotti nelle espressioni d’uso comune. Apple, ad esempio, è tempestiva nel querelare chi ne sfrutta il marchio per attrarre l’attenzione dei consumatori e Google ha citato Oxford, per l’inserimento nel dizionario.
Adobe non è da meno e, poiché Photoshop è un marchio registrato, parlare d’immagini “photoshoppate” potrebbe valere una denuncia. Soprattutto se l’applicazione usata nel foto–ritocco non è quella di Adobe. È soltanto uno dei tanti eccessi di una tutela esasperata del copyright: non resta che sperare nell’intervento di Neelie Kroes.
Via | The Next Web
danielec
25 nov 2011 - 09:53 - #1io le foto le Gimpo
modstorino
25 nov 2011 - 10:01 - #2Fotoscioppato si può dire?
oceanoweb
25 nov 2011 - 12:37 - #3All’Adobe si devono esser photoscioppati il cervello !
kelemvor
25 nov 2011 - 13:48 - #4E allora utilizziamo “Gimpare” che è pure Open source.. sia il termine che il programma XD
sandro-kensan
25 nov 2011 - 22:22 - #5Forza Neelie!! :D
ciompo81
26 nov 2011 - 02:57 - #6Qua pochi sanno di legge mi sa! Il terrore di qualsiasi azienda che ha successo è che il suo none o il nome di un suo prodotto so volgarizzi, diventi cioè di uso comune per intendere l’intero settore. Se succede così non può più essere tutelato come marchio registrato e qualsiasi altra azienda può usare quel nome o marchio!
ciompo81
26 nov 2011 - 02:57 - #7..si volgarizzi
theprov
26 nov 2011 - 15:08 - #8quotone a ciompo81!
tiziuo
28 nov 2011 - 14:44 - #9Clompo, no. se un prodotto esiste ed ha il nome registrato non puoi utilizzarlo come ti pare. Anche se diventa di uso comune.