Universal Music Group fa causa a Grooveshark

Grooveshark si difende: "quello che facciamo è legale"Con buone probabilità conoscerete già Grooveshark, definito qualche tempo fa su queste stesse pagine una sorta di “YouTube musicale”, all’interno del quale gli utenti possono effettuare l’upload di brani che vengono poi eseguiti in streaming sui dispositivi di chi li ascolta. Già al tempo del post appena linkato pubblicammo una lettera aperta difensiva per il servizio firmata da Paul Geller, Executive Vice-President of Strategic Development di Grooveshark, interrogandoci sul futuro di questo servizio sopratutto vista la tendenza delle major discografiche a portare in tribunale servizi del genere.

A quanto pare, proprio in questi giorni Universal Music Group ha fatto causa a Grooveshark, basando il proprio attacco sugli upload effettuati illegalmente sulla piattaforma, quantificati in 100.000 file. All'interno della richiesta di Universal, anche un risarcimento danni pari a 150.000$ per ogni canzone inserita su Grooveshark senza permesso, per una cifra totale che non stiamo a scrivere ma che suona decisamente astronomica. Al di là dell'aspetto legale, Universal ha inoltre indicato il CEO stesso di Grooveshark Sam Tarantino come uno degli "uploaders" illegali, che avrebbe inserito sul servizio un totale di almeno 1.791 canzoni di proprietà di Universal.

Tenendo presenti casi analoghi appartenenti al passato, appare evidente come l'intento di Universal possa essere non tanto quello di ottenere il megapagamento da parte di Grooveshark, quanto quello di vedere il servizio chiuso attraverso un'ingiunzione del tribunale: il potere economico e politico di Universal del resto è tale da fare sicuramente paura anche a uno squalo. Nel frattempo comunque lo staff di Grooveshark si è chiuso dietro un "no comment", in attesa di ricevere una copia della documentazione prodotta dalla major.

Via | Thenextweb.com

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