Facebook: cosa rivelano di noi un Mi piace e il nostro nome

Un video ci dimostra come un Mi piace su Facebook e sapere il nostro nome riveli alle persone molte più cose di quante non pensassimo.

Facebook - Come vi sentireste se ordinando un caffè e fornendo il vostro nome il barista vi rivelasse la vostra data di nascita, dove avete lavorato e il vostro indirizzo di casa? Probabilmente come i clienti presenti nel video Data to Go pubblicato da Cifas, organizzazione inglese non-profit che si occupa della prevenzione delle frodi. Il video è nato per cercare di aumentare la consapevolezza degli utenti nei confronti della tutela della loro privacy online. Tutto nasce dalla quantità di informazioni personali che altre persone possono raccogliere su di noi quando mettiamo un Mi piace su una pagina di Facebook e forniamo il nostro nome.

Facebook: il video Data to Go

Trovate il video in questione seguendo questo indirizzo di YouTube (per qualche ragione i creatori del video hanno deciso che non era possibile embeddarlo o riprodurlo al di fuori di YouTube). Cifas ha organizzato una prova pratica in un bar di Londra. Lo scorso marzo un cartello al di fuori del bar prometteva caffè e cornetto gratis a chi avesse messo un Mi piace sulla pagina Facebook del negozio. Poi ai clienti è stato chiesto il nome nel momento in cui ordinavano il caffè.

Mentre aspettavano il loro ordine, un team di ricercatori in tre minuti ha scovato informazioni e dati sensibili sfruttando proprio i dati rivelati e il Mi piace. Fra questi dati c'erano l'età, la professione e anche l'indirizzo di casa. Poi hanno comunicato tali informazioni alla barista tramite auricolari. La barista di volta in volta decideva poi se scrivere le informazioni così ottenute sulla tazza di caffè del cliente o se dirgliele a voce.

Telecamere nascoste hanno poi ripreso le reazioni dei clienti, che andavano da risatine nervose, cipigli sconcertati e visi sospettosi. Il video si conclude poi con questo messaggio: "Non rendiamo la vita facile ai truffatori. Impostiamo correttamente la privacy". Il comunicato stampa annesso al video spiegava poi come si fosse rilevato un aumento del 52% delle vittime di frodi di identità negli utenti under 30. Simon Sukes di Cifas ha poi così spiegato: "Facebook, Twitter e LinkedIn e altre piattaforme online sono molto di più di social network, adesso sono un terreno di caccia per i ladri di identità. Stiamo invitando le persone a controllare le impostazioni della privacy e a pensarci due volte prima di condividere qualcosa".

Via | CBC

Foto | Screenshot dal video di YouTube

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