Personal: la nuova startup dedicata ai nostri dati personali

Tra le varie startup che costellano il mondo del web, Personal è salita particolarmente alla ribalta nelle ultime ore. Di cosa si tratta? Sostanzialmente di una sorta di forziere per tutti i nostri dati personali, da nome, cognome e generalità varie fino alle nostre preferenze in cucina, coprendo anche altre aree più intime delle informazioni riguardanti ognuno di noi.

Nonostante tramite i vari Facebook, Twitter, Flickr e compagnia si postino giornalmente dati personali in gran quantità, il fondatore di Personal Shane Green ci parla di un'applicazione in grado di contenere tutte le nostre informazioni, mettendole a disposizione per la loro trasmissione attraverso un sistema di "gemme": un po' come le cerchie di Google+, ogni gemma individua una parte dei nostri dettagli, divisi per categoria. C'è una gemma per i propri vini preferiti, una per i dati sulla propria vista, un'altra per le varie assicurazioni e così via: nel caso del "vicino di fiducia" troviamo per esempio informazioni su nome, numero telefonico e indirizzo di una persona nel vicinato che conosciamo bene.

Al di là della possibilità di poter fornire i dati di Personal in prima persona a chi li vogliamo dare, la parte più interessante del servizio sta nella possibilità di offrire "grant" sulle varie gemme: dati su allergie e malattie dei nostri figli a una babysitter, informazioni specifiche sulla propria automobile, tutto può essere condiviso con chi l'utente vuole, con la possibilità di partecipare anche alle "gemme di gruppo", contenenti informazioni come i dettagli tecnici su un'automobile o una macchina fotografica reflex.

Lo stesso Personal offre alle varie applicazioni la possibilità di usare tale database per ottenere i dati su una persona, ovviamente dietro il suo consenso: la conseguenza più immediata potrebbe essere costituita da dei form online per i quali non potrebbe essere più necessario inserire ogni volta tutti i nostri dati d'iscrizione. Ma, trattandosi di dati personali, c'è un ma: prima di tutto, occorrerà fidarsi ciecamente di Personal nell'inserirvi informazioni strettamente personali che non sono altrove, di fronte quindi a delle politiche sulla privacy particolarmente rigide e convincenti ben lontane - diciamolo - da quelle che contraddistinguono la maggioranza dei servizi web che siamo abituati a usare, sulle quali probabilmente non si finirà mai di dibattere.

Dal punto di vista dei guadagni, i programmi di Personal sembrano essere ancora embrionali: l'idea è quella che il servizio possa essere usato anche da attività commerciali per accedere alle gemme più ghiotte dal punto di vista del mercato, dando per esempio agli hotel la possibilità di controllare la gemma "prossime vacanze" in modo da far ottenere da un lato alle persone offerte vantaggiose, e dall'altro alle stesse attività una sorta di Groupon per farsi conoscere. Per il momento, a Personal faranno comodo i 7,6 milioni di dollari ottenuti dagli investitori.

Via | Mashable

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