
L’affare legato alla violazione della privacy con Street View ha come saprete causato un bel po’ di grane a Google, che ha già messo in atto un accordo con la Federal Trade Commission legato alle proprie politiche nella gestione dei dati personali degli iscritti ai suoi vari servizi.
Ma il dibattito su Street View e sulle reti Wi-Fi sembra destinato ad andare avanti, soprattutto dopo un post pubblicato da Google sul proprio European Public Policy Blog riguardante i dati immagazzinati sul Google Location Server: come saprete, tali dati vengono usati per individuare la posizione dei dispositivi che comunicano coi servizi Google, che li usa come valida alternativa al GPS tra l’altro in grado di funzionare con maggior accuratezza e anche all’interno di edifici. In che modo? Semplicemente “guardando” le reti wireless vicine al nostro dispositivo e confrontandole con la loro posizione registrata nel database.
Ma ciò che sicuramente scatenerà qualche prevedibile polemica è rappresentata dal seguente passo, riportato pari pari dal blog:
We’re introducing a method that lets you opt out of having your wireless access point included in the Google Location Server. To opt out, visit your access point’s settings and change the wireless network name (or SSID) so that it ends with “_nomap”. For example, if your SSID is “Network,” you‘d need to change it to “Network_nomap
In soldoni, Google ci dice che il nostro access point viene registrato di default, a meno che non si cambi il nome della rete (SSID) facendo in modo che questo termini con la stringa “_nomap”: se per esempio la vostra rete casalinga si chiama “Pippocasa” dovrete cambiarne il nome in “Pippocasa_nomap” per non farla registrare all’interno del Google Location Server. Una soluzione preferita da Google alla possibilità di creare un form di richiesta online, ma che apre a una serie di inevitabili considerazioni: in quanti sanno anche cosa sia un SSID? Ci sarà una politica informativa in merito? Tra l’altro in alcuni casi di router forniti dai gestori, mi risulta che questo parametro non sia nemmeno modificabile.
Inoltre, il Location Server di Google non è certamente l’unico in circolazione: cosa succederà nel caso in cui gli altri non decideranno di adottare il “_nomap”?
Via | Theregister.co.uk
duncanita
16 nov 2011 - 11:38 - #1Furbi, scelta di google malandrina.
Non era meglio semmai invertire la cosa? per chi vuole essere mappato aggiugere il posfisso ‘_map’?
Poi c’è una soluzione ancora più semplice, rendere invisibile l’SSID, non è sempre possibile, ma per una rete casalinga direi proprio di si.
ciaociaonador
16 nov 2011 - 12:28 - #2Avevo gia cambiato SSID della mia rete quando mi sono detto: Perchè? quello che google promette è un servizio.. sicuramente fa storcere il naso ma le case non si spostano.. trovo molto più invadente la geolocalizzazione su c ellulare.. quello è sempre con te e ti può rintracciare….
@duncanita
hai ragione ma quanti sanno cos’è l’ssid? se avessero dovuto mettere map per dare il consenso non l’avrebbe fatto nessuno… e ti giuro che è comodo perchè se hai un cellulare android vai in qualsiasi città e vuoi vedere dove sei (con un approssimazione discreta) senza utilizzare il gps.. e sapendo dove sei puoi trovare vicino a te praticamente tutto…
lettore di blog
16 nov 2011 - 12:46 - #3non vi capisco. Che ve ne frega se il nome della vs rete wifi è pubblico o no? la sicurezza è altrove (password, chiave e cifratura robusta).
Google cerca solo di rendere il servizio di localizzazione molto più preciso. Vi piace agganciare il segnale GPS dal vs smartphone in pochi secondi e avere delle mappe della zona precise e veloci? e allora c’è bisogno anche di quel tipo di analisi.
cg
16 nov 2011 - 13:01 - #4Ringraziano tutti gli utenti con access point dove NON si può cambiare SSID (tipo quelli con la Vodafone Station, Alice wifi e simili)
Ned Ludd
16 nov 2011 - 13:09 - #5@cg: spegni il wifi dallo scotolo, gliene attacchi ad una porta eth un’altro, solo access_point router, no modem (con 20 euro ne prendi già uno discreto), per il wifi usi quello del secondo (ampiamente configurabile). Io ho fastweb e faccio nel modo sopra descritto, con il vantaggio anche, non di secondo piano, che così ho la mia sottolan privata.
gigi78_
16 nov 2011 - 13:32 - #6e se volessi sapere se c’è anche la mia rete tra quelle memorizzate da google, come si fa?
luca984
16 nov 2011 - 14:26 - #7Ma ha senso qui in Italia? Nel mio paese la macchina di Google passa una volta ogni 4 anni… Non penso che mappino più di tanto…
CREDO
16 nov 2011 - 14:29 - #8ma secondo me non vanno sul sid ma sul MAC ADDRESS….
Mosfet
16 nov 2011 - 16:02 - #9Il fatto è un altro: una azienda viene a dire a me che devo cambiare l’SSID perchè lo usa per un suo servizio, che non ho richiesto? Ma non esiste proprio.
augustus
16 nov 2011 - 17:16 - #10Mosfet
No, Google ti sta dando un consiglio nel caso in cui tu consideri parte della tua privacy anche questo tipo di infomrazione. Visto che Google nell’utilizzare la tua rete wifi per la localizzazione non ha infranto la legge (infatti le indagini sono partite per aver salvato pacchetti d’informazione dalle singoli reti wifi).
Il punto qui e’ che Google a te non ti deve niente. Ti sta semplicemente dicendo come fare per evitare una cosa che altri sicuramente fanno senza neanche darti un’opzione.
E sinceramente a la maggior parte della gente non importa perche’ le cose importanti per la sicurezza del network casalingo sono ben altre (come gia’ detto da “lettore di blog”).
nikel90
16 nov 2011 - 20:14 - #11se vado in giro e accendo il pc vedo tutte le reti wifi nella zona (SSID nascosti a parte ovviamente).. sono dati pubblici a chiunque.. non vedo dove stia il problema.
Robot Rocc
17 nov 2011 - 00:13 - #12Android News. DAILY. http://www.searcheeze.com/it/p/Tsubai/robot-rock-everything-you-need-to-know-on-android-daily
ROBOT ROCK!
ryo8585
18 nov 2011 - 00:22 - #13ma si sono dati pubblici non vedo quale sia il problema….. a volte si vuole polemizzare giusto per farlo, cosa tipica degli italiani.
Mosfet
18 nov 2011 - 13:04 - #14augustus:
naturalmente hai ragione, non avevo considerato che il wardriving inteso come acquisizione di informazioni su wifi visibili è, oltre che inevitabile, di per sè legale. Non avevo considerato la questione sotto questo punto di vista.
ryo8585:
sono d’accordo.