Iran, tutti i servizi di messaggistica istantanea dovranno conservare i dati nel Paese

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Nuova stretta in Iran contro i servizi di messaggistica istantanea che ancora operano nel Paese. Su ordine dell’Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell'Iran, il Consiglio Supremo del Cyberspazio ha dato ordine a tutte le azione straniere che gestiscono servizi di messaggistica in Iran di trasferire nel Paese tutti i dati relativi ai cittadini iraniani.

Il nuovo ordine non cita dei servizi in particolare, ma visto che WhatsApp e Line sono già bloccati da tempo nel Paese, sembra proprio che ci si riferisca a Telegram, riuscito a conquistare ben 20 milioni di utenti in Iran, a fronte di quasi 80 milioni di residenti in totale. Una bella fetta della popolazione, insomma, che rischia ora di doversi trovare un’alternativa.

Telegram e gli altri, infatti, avranno 12 mesi di tempo per spostare le informazioni su server in Iran o si troveranno vittime della censura. Difficilmente Telegram deciderà di seguire le nuove regole, anche perchè i problemi col governo iraniano risalgono almeno all’ottobre 2015, quando il CEO Pavel Durov si era scagliato via Twitter contro l’Iran:


© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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