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È finita l’epoca del CD: le etichette l’abbandoneranno entro il 2012

Pubblicato: 07 nov 2011 da Federico Moretti

Commenti dei lettori

Compact Disc – Digital AudioIl download e l’ascolto di musica in streaming ha “detronizzato” il Compact Disc (CD): le maggiori etichette discografiche cominceranno ad abbandonare il supporto ottico con la fine del 2012. Dopo un periodo in distribuzione per dei contenuti speciali, il CD sarà accantonato definitivamente. È finita un’epoca, come per la cassetta.

Il CD è stato presentato da Sony nel 1976. Negli anni ’80 è stato prodotto il primo CD: una registrazione della Simfonia delle Alpi di Richard Strauss, eseguita dalla Filarmonica di Berlino, guidata da Herbert von Karajan in una località vicina ad Hannover. Soltanto negli anni ’90 il CD è diventato un supporto alla portata di tutti.

Amazon è l’unico rivenditore in rete a proporre tuttora la distribuzione di CD al pubblico. Curiosamente, se le major intendono abbandonare il CD, gli appassionati di musica hanno “recuperato” il vinile: non soltanto per i club. Ad ogni modo i dischi ottici impiegheranno degli anni a sparire dagli scaffali dei negozi specializzati.

Se la grande distribuzione musicale opterà per l’abbandono dei CD è perché, evidentemente, le perdite provocate dalla circolazione illegale degli MP3 sono comunque inferiori agli introiti realizzati dalle etichette discografiche. Una tesi che Spotify, tra i servizi di streaming musicale più popolari, sosteneva già nel lontano 2008.

L’Europa e, soprattutto, l’Italia si trovano in una posizione piuttosto “imbarazzante” al riguardo. Spotify è stato concepito in Svezia: un’eccezione alla politica comunitaria sul diritto d’autore. Non è un problema di download illegale. Tra imposte sull’acquisto, percentuali per autori ed editori e ricarichi il costo è esorbitante.

Se iTunes ha ottenuto un grande successo, in Italia non esistono veri servizi di streaming musicale. Le soluzioni ibride, ad esempio Comes With Music di Nokia, sono state ritirate dal mercato: per album interi, il CD è ancora la scelta più “economica” nel nostro Paese. A prescindere dal costo del supporto ottico che è ammortizzato.

Via | TG Daily

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26 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di drive01

    drive01

    07 nov 2011 - 09:41 - #1
    1 punto
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    Amazon non è l’unico rivenditore online a proporre i CD, tra i vari esempi mi viene in mente l’inglese play.com, mentre per quanto riguarda la streaming musicale in Italia c’è l’ottimo play.me di Dada.

  • Profilo di Isotta_Fraschini_Milano

    Isotta_Fraschini_Milano

    07 nov 2011 - 10:04 - #2
    0 punti
    Up Down

    Si ma la qualità?!?!? Volete mettere a confronto un volgare mp3 a 256/320 kbps e un file audio da cd?!? Mica tutti si adattano alle cuffiette da tre euro e un mp3!

  • Gianluca Deceglie

    07 nov 2011 - 10:15 - #3
    1 punto
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    Isotta, a prescindere dal fatto che anche io spero che inizino a proporre più file di tipo lossless (FLAC per esempio), ti sfido a trovare le differenze tra un cd e un mp3 a 256kbps.

  • Profilo di go

    go

    07 nov 2011 - 10:25 - #4
    0 punti
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    E’ uno scherzo?? :-O
    Io appena ordinato 2 cd su amazon.it…

  • Profilo di gondor

    gondor

    07 nov 2011 - 10:29 - #5
    1 punto
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    Anche IBS.it (http://www.ibs.it/cd/hme/hmepge.asp) propone la vendita del cd al pubblico

  • Profilo di Isotta_Fraschini_Milano

    Isotta_Fraschini_Milano

    07 nov 2011 - 10:34 - #6
    0 punti
    Up Down

    Beh Gianluca… La differenza si sente eccome! Ovvio che se ascolti il tutto con degli auricolari che filtrano tutto e di più, allora si che non si sentono differenze, ma indubbiamente con un buon hi-fi si sentono le differenze tra un mp3 e un cd audio. Soprattutto come profondità e agli alti livelli. E inoltre i bassi spesso più vuoti rispetto all’equivalente cd audio.
    Poi anche come sfumature si sente la differenza. Si può comprendere bene che un mp3 a 256kbps non può competere con un file a 1444kbps…sono ordini di grandezza diametralmente opposti. E inoltre, pagare un mp3 (con qualità inferiore) come, se non di più, di un cd audio mi da fastidio.

  • fabiobianchi53

    07 nov 2011 - 11:13 - #7
    0 punti
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    nel ‘76 è stato presentato da sony il laserdisc, nel ‘79 philips ha presentato il cd, che poi è stato sviluppato congiuntamente dalle due società.

  • Gianluca Deceglie

    07 nov 2011 - 11:40 - #8
    0 punti
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    Isotta, sono d’accordo con te, non voglio pagare un file di qualità inferiore rispetto al CD, ma per ragioni tecniche, non propriamente di qualità dell’audio.
    Infatti i test di ascolto dimostrano come sia praticamente impossibile distinguere tra l’originale e la versione compressa.
    Il fatto che il bitrate sia molto diverso non significa nulla perché sta confrontando due sistemi completamente diversi. L’originale a 1444kbps per esempio salva anche informazioni che l’orecchio non coglie affatto.

  • Profilo di romfladef

    romfladef

    07 nov 2011 - 12:20 - #9
    0 punti
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    Sì, avrei dovuto specificare che si trattava (per Amazon) del mercato statunitense e rispetto al 2012. Ho citato il formato MP3 perché è quello più conosciuto per il grande pubblico: Apple, ad esempio, ha reso open source ALAC che è il formato lossless di iTunes. Un aspetto che mi fa ben sperare per l’Italia è il fatto che Spotify ha cambiato l’avviso in entrata dal nostro Paese. Non escludo che possa arrivare anche qui, prima o poi…

  • etta kuffy

    07 nov 2011 - 12:49 - #10
    0 punti
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    “Amazon è l’unico rivenditore in rete a proporre tuttora la distribuzione di CD al pubblico”
    Amazon al momento non è l’unico rivenditore a proporre CD: c’è per esempio ibs, bol, lafeltrinelli, fnac, unilibro, deastore, cdbox… Solo per citarne alcuni perché me ne vengono in mente altri, non solo italiani. Per cui non dite scemenze.

  • Davide fz1

    07 nov 2011 - 12:49 - #11
    1 punto
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    Non paghero’ mai dei soldi per un mp3.
    Se vorrano dei soldi da me solo cd.
    E lo dice uno che ha il proprio album in vendita su Itunes.

  • Uno che sa

    07 nov 2011 - 12:59 - #12
    0 punti
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    @isotta
    Mi sembra un pò strano il tuo discorso, non perchè a livello teorico tu non abbia ragione, ma che a livello pratico non ce l’hai.
    Ascoltare un file MP3 a 256Kbps e il suo “ORIGINALE” (che ricordo è pur sempre in DIGITALE anceh se a un bitrate enorme) è praticamente impossibile.
    Mi ricordo che dicevano la stessa cosa tra vinile e CD: SI SENTE LA DIFFERENZA… IL CD E’ FREDDO…. BLA BLA BLA….
    Non so che codec tu possa aver provato ma a quei livelli di bitrate è indistinguibile per l’orecchio umano… non sei umano?

  • Davide fz1

    07 nov 2011 - 13:01 - #13
    0 punti
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    no no….va là che si sente eccome la differenza.
    Magari nel pop da due soldi no…pero’ con un cd appena appena DI QUALITA’ la cosa cosa è abissale.
    Mi ricordo la differenza tra 10.000 days dei tool da cd rispetto a mp3 a 320.

  • Profilo di iClaudio

    iClaudio

    07 nov 2011 - 13:40 - #14
    0 punti
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    Confermo che con un impianto serio la differenza si sente. Ovviamente bisogna avere l’orecchio allenato, e le differenze sono a livello di sfumature.. Però ci sono.

  • Profilo di iClaudio

    iClaudio

    07 nov 2011 - 13:42 - #15
    0 punti
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    E per impianto serio non intendo quei baracconi di impianti Bose che ora vanno di moda.. Con quelli non senti neanche la differenza tra un citofono e un cd..

  • Profilo di fox82i

    fox82i

    07 nov 2011 - 13:57 - #16
    -2 punti
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    Finalmente questo vecchio supporto se ne va!

  • Profilo di manzanarre

    manzanarre

    07 nov 2011 - 15:45 - #17
    0 punti
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    Sono tutte panzane.
    Il CD non morirà così come non è morto il vinile.

  • dissident

    07 nov 2011 - 16:47 - #18
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    Un mp3 a 320kbps lo distingui da un FLAC molto facilmente anche con delle buone cuffie, per via del minore range dinamico.
    Poi sicuramente la differenza è più o meno evidente a seconda del tipo di musica, questo è ovvio.

  • Profilo di ratinacage

    ratinacage

    07 nov 2011 - 18:21 - #19
    0 punti
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    mmm con dei monitor da studio la differenza si sente eccome!! soprattutto col rock e la fusion.. sui passaggi più complessi l’mp3 “impasta” le alte che è un piacere

  • Gumpei

    07 nov 2011 - 18:34 - #20
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    La differenza tra mp3 e flac è più difficile da notare se si usano delle normali cuffiette.
    I lettori mp3 buoni mascherano molto bene i difetti grazie all’equalizzatore, ma quando senti su uno stereo il file normale senza equalizzazione, allora ti accorgi di quanto è misero.

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    07 nov 2011 - 19:04 - #21
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    Mi sembra logico che il CD duri di meno del vinile, proprio perché è una via di mezzo. Non abbastanza “di qualità” per catturare i musicabili, non abbastanza popolare per catturare la massa. Personalmente non colgo differenze tra i formati compressi e il CD, perché non ho uno stereo sufficientemente all’altezza. Colgo però differenza tra il vinile e il CD.
    Penso comunque che l’attuale modello economico sia inadeguato (soprattutto quello italiano). Non ha alcun senso vendere dei file mp3 (o video o altro) tanto al pezzo. Ci vogliono dei canoni mensili o annuali che diano la possibilità dei scaricare o ascoltare in streaming un catalogo davvero onnicomprensivo. Questo è il futuro. Se la FIMI e le case discografiche non lo capiscono peggio per loro. Che poi non vengano a piangere per la pirateria. Io non son disposto a pagare 10 file su iTunes 10 euro. Però son disposto a pagare 10/15 euro al mese per avere tutta la musica che voglio (già lo faccio).
    PS: ma come, proprio voi di Blogo dite che non esiste un servizio di streaming in Italia? C’è Play.me. Non è ancora di vostra proprietà? E’ molto migliorabile come catalogo e come funzionamento, però non è male.

  • TTurbo

    07 nov 2011 - 19:49 - #22
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    Vinile tutta la vita

  • Profilo di Isotta_Fraschini_Milano

    Isotta_Fraschini_Milano

    08 nov 2011 - 10:47 - #23
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    Per fortuna che non sono l’unico a pensarla così… Perché francamente sentirmi dire che un mp3 è indistinguibile dall’originale…proprio non ci sto’…
    In alcuni album di certi autori con evidenti doti canore, il passaggio da originale a mp3 si sente eccome! Soprattutto senza equalizzatore. Ci sono album “usa e getta” che li puoi ascoltare in mp3 con 2 cuffiette, ma certi altri è come privarsi di parte della musica.

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    08 nov 2011 - 21:38 - #24
    0 punti
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    “musicabili”??!! Intendevo dire i musicofili. Chissà a cosa stavo pensando…

  • Infrid

    09 nov 2011 - 17:17 - #25
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    il formato lossless come i CD non affaticano l’udito come fanno qualsiasi altro formato lossy che usa psicoacustica e altri trucchetti

  • Profilo di peregolibri

    peregolibri

    10 nov 2011 - 11:32 - #26
    0 punti
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    Sinceramente, io tutte queste differenze tra un cd e un mp3 ben fatto non le trovo. È ovvio che un mp3 a 128kbps ha una qualità inferiore di quella di un cd e si nota, ma io personalmente, mi accontento già di un mp3 a 192kbps e non noto tutte queste differenze di qualità con un disco.

    Invece mi sembra una cavolata enorme l’idea di eliminare i CD: io lo confesso, scarico la musica da eMule, ma quando trovo album che mi piacciono veramente (oppure quando escono nuovi album di quegli artisti che considero garanzie, nel mio caso Ligabue e Marilyn Manson), vado al negozio di dischi e mi compro il mio bel cd. La differenza sostanziale con l’mp3 è il fatto che comprando un cd, ti compri anche il booklet, il cofanetto, la confezione e la musica; per me diventano quasi dei feticci…

    Con i download digitali paghi lo stesso prezzo per avere solo la musica, io non acquisterò MAI dei file mp3 semplicemente perché non ci sto a questa assurda imposizione. Secondo me è assurdo ridurre l’artista alla sola musica, perché anche i booklet sono parte integrante del disco (almeno, ci sono quelli che fanno schifo, ma io parlo ad esempio di Manson, che realizza sempre dei booklet molto curati e che non sono per niente raffazzonati e fatti “tanto per fare”). Finché esisteranno i cd li comprerò, quando non ci saranno più… allora solo eMule, uTorrent o i loro successori.