Il Safety Check di Facebook "impazzisce" e invia richieste in tutto il mondo

Picture of the homepage of Facebook website in Spanish language taken in Buenos Aires on May 10, 2012. Social-networking giant Facebook will go public on the NASDAQ May 18 with its initial public offering, trading under the symbol FB, in an effort to raise $10.6 billion.  AFP PHOTO/JUAN MABROMATA        (Photo credit should read JUAN MABROMATA/AFP/Getty Images)

L’esplosione avvenuta quest’oggi a Lahore, in Pakistan, ha fatto fra le 30 e le 53 vittime, a seconda delle fonti riportate dai media locali. Un’altra tragedia in una settimana che era iniziata con i terribili attentati di Bruxelles. Anche questa volta Facebook ha attivato la sua funzione Safety Check, uno strumento che consente di verificare se i possessori degli account del principale social network si trovino al sicuro. Stavolta, però, qualcosa non è andato per il verso giusto: il social ha iniziato a chiedere a utenti sparsi in tutto il mondo se fossero sani e salvi. Anche utenti italiani hanno ricevuto una richiesta di informazioni:

Stai bene? Sembra che ti trovi nell’area interssata da Esplosione al Gulshan-i-Iqbal Park, Lahore, Pakistan. Comunica agli amici che stai bene.

Qualcosa nella geolocalizzazione di Facebook non è andato per il verso giusto e sono state interpellate persone che in Pakistan non sono mai state (né tantomeno vi hanno pubblicato status) e che si trovano anche a decine di migliaia di chilometri di distanza da Lahore, come in Italia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

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In passato Facebook è stata criticata per avere utilizzato questo strumento solamente in occasione dei grandi attentati avvenuti in Occidente e non per quelli avvenuti in altri luoghi. Questa volta, invece, ha ecceduto nell’altro senso, inviando i messaggi di verifica in maniera del tutto arbitraria. Come si dice in questi casi, la toppa è peggio del buco…

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