I soldi sono finiti: Wikileaks chiude temporaneamente i battenti. Il sito di informazione trasparente creato da Julian Assange ha comunicato oggi che resterà “chiuso” fino a data da destinarsi a causa della mancanza di fondi. Il 95% dei risparmi arrivati dalle donazioni ricevute fino al dicembre del 2010 sarebbe già stato speso. Quali sono le spese di Wikileaks?
Le riassume con un’ironia amara lo spot che vedete qui sopra, evidente parodia di una nota carta di credito: ma quanto aveva ricevuto nel 2010 Wikileaks dalle donazioni di privati? Di certo almeno 1,9 milioni di dollari solo nel 2010, transitati e dichiarati dalla Wau Holland Foundation - qui il report integrale in pdf, pubblicato da Wired.com nell’aprile scorso - con un picco nel novembre e dicembre, al tempo del cablegate - la pubblicazione dei 251.287 cablogrammi delle ambasciate Usa - e dell’inizio della “persecuzione” ai danni di Julian Assange.
Da quella fase in poi, dal dicembre scorso, per Wikileaks è stato un lento sparire dalle prime pagine. Assange? Dimenticato. Bradley Manning, detenuto per aver svelato informazioni a Wikileaks? Dimenticato. Wikileaks stessa? Dimenticata. Ed è cominciata la demolizione del mito: nel febbraio di quest’anno Daniel Domscheit-Berg in promozione per il suo libro attaccò frontalmente quello che era diventata Wikileaks…
Che futuro ha Wikileaks?
«Wikileaks non funziona più. Non puoi più inviarci niente, non c’è nemmeno un server per la posta. Non è un sito morto, assolutamente, ma dove sta andando? È diventato un fatto politico che non dà alcuna sicurezza a chi lo usa. È un pallone senz’aria».
Una parte non sottile di parole motivate da A) dente avvelenato per chissà quali motivi e B) necessità promozionali, ma probabilmente con un fondo di verità. È successo tanto in questi mesi, ma sicuramente è successo lontano dagli occhi del grande pubblico: se Assange aveva promesso la divulgazione di documenti segreti su una delle banche più importanti d’America - quasi certamente la Bank of America - saltarono fuori anche i piani di controintelligence per screditare Wikileaks. Una spy story nella quale non sorprende poi più di tanto che Domscheit-Berg accusi Assange di sentirsi una specie di James Bond. Chi si ricorda dello scandalo HBGary Federal scrisse mesi fa Punto Informatico. Il collettivo di hacker Anonymous aveva pubblicato 67mila mail, tra le quali
sarebbero comparsi materiali scottanti come la proposta da parte di Barr a Bank of America, lo studio legale Hunton&Williams e la Camera di Commercio statunitense, in vista dei nuovi documenti finanziari segreti che Assange ha minacciato di divulgare, su come avrebbero potuto (in collaborazione con le aziende di sicurezza Palantir e Berico) screditare Wikileaks con cyberattacchi al sito e ai suoi sostenitori e inondandolo di documenti falsi.
Senza contare anche altri membri, dopo Domscheit Berg che hanno lasciato Wikileaks sbattendo la porta - qui il Guardian ne racconta uno. E ora?
E ora si torna a parlare di Wikileaks: perché ha bisogno di soldi. Se credete, trovate tutte le informazioni per donare su wikileaks.org/donate. Ma che cosa è rimasto oggi, di quella Wikileaks che stringeva accordi con i maggiori quotidiani del pianeta, dalla quale ogni giorno spulciavano i “cable” in cerca di rivelazioni? Sparita. E chissà se e quando tornerà com’era neanche un anno fa.
(°-°)
24 ott 2011 - 17:14 - #1aveva promesso milioni di files di rivelazioni strabilianti ed invece ha pubblicato solo ca**ate e gossip
o non aveva nulla di quanto diceva oppure ha rivelato solo qualcosa e poi rivenduto il resto ai proprietari
aspetta che ti mandiamo i soldi As-scemo :)
ivabellini
24 ott 2011 - 17:20 - #2forse i cani dovranno trovarsi un altro padrone…
http://ivabellini.blogspot.com/2010/10/i-cani-da-guardia-italiani-di-wikipedia.html
Viko
24 ott 2011 - 19:34 - #3Pessimo… 20 telefoni 5000 dollari… se magari utilizzassero dei comuni smartphone, tranne che quello. Finanziate la Apple Inc. che fa il suo business sulla chiusura dei propri prodotti e la censura/blocco dei prodotti concorrenti. Siate realisti. Rigraziate Wikileaks per aver sostenuto le cause del signor Assange, piuttosto che essere voce del popolo web nel mondo. La gente non ha bisogno di capi come Assange, Jobs, Zuckerberg, che non sono altro che i nuovi Rockfeller, Rothschild, del nuovo mondo. Il web farà la fine degli altri mondi. Saremo tesserati e localizzati (la profilazione costretta degli utenti è presente in tutti i siti). Questa non è libertà, ma moderna schiavitù e noi tutti stiamo pagando per essere intercettati e classificati. Berlusconi forse ne è l’esempio più esemplare, ma anche il più banale, perché non è quello il tipo di privacy che intendo. Evidenzio le mille notizie ed informazioni della nostra vita (preferenze ed attività) che diventano fonte gratuita di notizie per giornali che le diffondono in tutto il paese. Per non parlare di foto e video. Coloro che sono contrari alle mie idee continui a spendere il proprio tempo a costruire città e coltivare fagiolini in rete. Nel web c’è posto per tutti, anche per gli scomodi.
niknik79
24 ott 2011 - 20:03 - #4Sinceramente possono anche chiuderlo definitivamente…la rivoluzione mediatica non c’è stata quindi è un sito di sole parole al vento. Se proprio devo fare una donazione la faccio a wikipedia…ciao assange!
sandro-kensan
24 ott 2011 - 21:39 - #5Io il mio contributo l’ho dato:
Sandro kensan 24/10/2011 17:06
+2
http://shop.wikileaks.org/donate
Si può donare con un bonifico bancario in area europea (in euro), costo da 1 euro a gratis, dipende dalle banche on line.
Si può donare con bitcoin, costo 0.02BTC o anche gratis.
Si può donare con Flattr.
Fino a quando non bloccano anche questa via si può dare dei soldi a una spalla di Assange via paypal:
action@rothera.com
Le vie non mancano è che la gente è pigra, disinteressata, e in fin dei conti le cose le preferisce come le decidono quelli che hanno potere. Dante li chiamava ignavi, se non sbaglio.
Io la mia piccola somma l’ho data.
Germany
Bank Transfer - Option 2: via the not-for-profit Wau Holland Stiftung Foundation:
Foundation: This support is tax deductible in Germany!
Recipient name: Wau Holland Stiftung
Country: Germany
Bank name: Commerzbank Kassel
Bank address: Region Nordhessen - Filiale Kassel, Königsplatz 32-34, 34117, Kassel, Germany
Bank account number: 2772812-04
Bank account type: Kontokorrent / Current account
IBAN: DE46 5204 0021 0277 2812 04
BIC/SWIFT: COBADEFF520
German BLZ: 52040021
Subject/reference: WIKILEAKS / WHS Projekt 04
sandro-kensan
24 ott 2011 - 21:44 - #6POSTEPAY
Faccio notare che Flattr può essere ricaricato anche con PostePay (molto diffuso in Italia) e poi si può trasferire il fondo sull’account di wikileaks tramite una donazione (Donate):
https://flattr.com/profile/WikiLeaks
(°-°)
24 ott 2011 - 22:19 - #7mi spiace ma io non finanzio la nuova Bentley di Assange neanche con un euro
govinda
25 ott 2011 - 09:52 - #8e gia, noi preferiamo donare “coattamente” ai giornaletti:
Secolo d’Italia: 3 milioni di euro
Europa: 3,1 milioni di euro
Il Riformista: 3,4 milioni di euro
Il Foglio: 3,5 milioni di euro
Liberazione: 3,7 milioni
La Padania: 4 milioni di euro
Il Manifesto: 4,4 milioni di euro
Libero: 5,5 milioni di euro
Avvenire: 6 milioni di euro
L’Unità: 6,9 milioni di euro
La Stampa: 7 milioni di euro
Repubblica: 12 milioni di euro
Il Sole 24 Ore: 18 milioni di euro
Corriere della Sera: 25 milioni di euro
#7 vedi, la differenza la fa la scelta. Puoi benissimo non donare nulla al Sig. Assange, ma ne tu nei io abbiamo questa stessa libertà nei confronti della carta straccia nostrana, dispensatrice di menzogne, notizie farsa, e elogi di padroni.
ice
25 ott 2011 - 10:50 - #9il SISTEMA ha vinto?
i giornali, le TV e i media convenzionali hanno spento i riflettori
sandro-kensan
25 ott 2011 - 13:32 - #10@ Giovinda e per il non registrato che non dona
Facendo la somma delle cifre che hai indicato e dividendo per il numero di italiani viene fuori che anche l’anonimo che non dona ha donato ai giornali quasi due euro all’anno.
Quindi la donazione ai potenti c’è. Sta a noi scegliere se riequilibrare a livello personale le nostre donazione anche verso quelli che sono osteggiati dal Potere. La complicità degli ignavi è evidente e per questo Dante li ha messi all’inferno:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ignavi
«Essi sono aspramente descritti nel Canto III dell’Inferno.
Questi dannati sono coloro che durante la loro vita non agirono mai né nel bene né nel male, senza mai osare avere una idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi sempre, tra essi sono inseriti anche gli Angeli che non si schierarono nella battaglia che Satana perse contro Dio.»