"Io non uso Facebook" è diventato il nuovo "Io non guardo la TV"

A quanto pare il nuovo "Io non guardo la TV" si è trasformato in "Io non uso Facebook".

facebook tv

Facebook - Una volta c'era il mantra "Io non guardo la TV". Adesso questo concetto si è evoluto in "Io non uso Facebook". Ebbene sì, "Io non uso Facebook" è diventato il nuovo "Io non guardo la TV". La dichiarazione di non fare utilizzo di Facebook talvolta arriva con un'aria di scusa del tipo "Non so come usarlo, non sono pratico di social network", ma molto spesso la frase è ammantata di un'aria di superiorità che può avere diverse sfumature:

  1. Il solitario: non usa Facebook perché non ha bisogno di mezzi di comunicazione sociale. Preferisce le interazioni della vita reale (sul suo livello di interazioni ci sarebbe da discutere)
  2. Il visionario: pensa che visto che tutti guardano solo i loro telefonini, non si vedono realmente (talvolta è una benedizione)
  3. L'idealista: si sta prendendo una pausa da Facebook perché deve finire di lavorare alle sue memorie (che fra l'altro non interessano a nessuno e che non verranno mai finite)

Poi ci sarebbero da aggiungere quelli che prima danno l'amicizia a mezzo mondo salvo poi lanciarsi in dichiarazioni del tipo "Sto eliminando tutte le persone che odio dai miei amici di Facebook" (ma se le odi, perché gli hai dato l'amicizia?), senza dimenticare quelli che cercano di cambiare il mondo a furia di condivisioni di post di sostegno a questa o quella causa (spesso bufale) e che minacciano gli amici di eliminarli dai contatti se sostengono tesi a lui avverse.

Facebook è così dannoso?


Ma Facebook è così dannoso? E perché viene così snobbato? Considerate che adesso solamente il 50% degli adolescenti usa Facebook, nel 2012 erano il 70%. Inoltre sempre fra i teenager è al tero posto dei social network più cool. Diciamo che nel caso dei giovani, molti di costoro si sono trasferiti semplicemente da Facebook a Instagram e Snapchat. Nonostante Facebook vanti 1,44 miliardi di utenti attivi al mese (e in crescita), è indubbio che ci sia stata una sorta di migrazione psicologica. Andarsene da Facebook ora è altrettanto popolare di far parte di Facebook.

C'è da dire che anche gli studi effettuati non aiutano. Nel corso del 2015 lo stare su Facebook è stato correlato a:

  • depressione
  • dose letale di cocaina
  • divorzio
  • ADHD
  • ansia
  • insonnia
  • sentimenti feriti
  • morte

Come succede con la maggior parte degli studi, alcuni di questi sono poi stati ridimensionati o declassati. Facebook induce la depressione? No, diciamo che sono più a rischio coloro che si connettono solo con star e celebrità piuttosto che con i famigliari, ma sono comunque persone predisposte a sviluppare depressione, non è che Facebook provochi la malattia, esattamente come nel caso dell'ADHD. E a proposito, Facebook non provoca neanche tumori, è bene precisarlo in un'epoca in cui i complottisti la fanno da padroni.

Ciò che è vero è che più è grande una piattaforma e la sua crescita, maggiore sarà la dimensione della resistenza psicologica nei suoi confronti. Pensiamo alla televisione: negli Stati Uniti poco dopo la sua uscita era considerata il nemico numero uno dell'America, con genitori che limitavano la visione ai figli a un solo programma a settimana, costringendoli poi a mendicare la versione da parte di amici più fortunati. All'epoca la televisione venne accusata di provocare malattie, autismo, obesità e danni permanenti al cervello.

Quando si parla dell'eccessivo utilizzo di Facebook e dei social media con relativi rischi per la salute, si parla di ipotesi, poi l'uso effettivo che se ne fa è un altro conto. C'è poi da fare un'altra considerazione in merito agli anti-Facebook: ripensando ai virtuosi del "Io non guardo la TV", spesso e volentieri si scopre che in realtà la guardano, solo che lo fanno in luoghi più nascosti e culturalmente accettabili come Netflix e Hulu. Dire "Io non guardo la TV, non ce l'ho neanche la TV" e poi guardare i programmi su internet non ha molto senso. E la stessa cosa per Facebook: ci saranno quelli che si oppongono per farsi vedere belli, ma che alla fine scopri trascorrere comunque un'ora o due al giorno collegati a condividere selfie e video di gattini. Che male non fanno mai.

Via | Mashable

Foto | beantin


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