Google cambierà la discussa politica sulle generalità degli utenti di Google+, incontrando le esigenze espresse dagli iscritti. Non sarà più obbligatorio utilizzare il nome reale per accedere al servizio: nei prossimi giorni, la modifica ai termini consentirà gli pseudonimi. Tra «le altre forme d’identità» ci saranno pure i marchi.
Il ripensamento di Google è stato annunciato durante il Web 2.0 Summit di San Francisco dal vice-presidente Vivek Gundotra e dal co-fondatore Sergey Brin. L’argomento dell’identità in rete ha coinvolto altri progetti di rilievo, trovando quasi tutti d’accordo sulla necessità di tutelare la privacy evitando l’utilizzo dei nomi reali.
A guidare la “rivolta” alla politica di Facebook e Google+ è stato Christopher Poole, il creatore di 4chan, supportato questa volta da Twitter. Dick Costolo, presidente del servizio di microblogging, ha sottolineato la differenza tra «libertà d’espressione» e identità sul web. Così, Google è stata costretta a cedere sui nomi reali.
Via | Digital Trends
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20 ott 2011 - 12:35 - #1Google+ resisterà solo fino alla prossima primavera quando Facebook avrà superato il MILIARDO di utenti ed il clone di Google ne avrà raggranellati al massimo 100 milioni
romfladef
20 ott 2011 - 12:50 - #2Tutto sommato, il minore “affollamento” di Google+ comincia a piacermi (anche se non l’ho mai utilizzato davvero fino a qualche giorno fa)…
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20 ott 2011 - 12:57 - #3in genere, quando un cinema o un teatro o un luogo è poco affollato, vuol dire che lo spettacolo o il luogo è una ca*ata .smile
romfladef
20 ott 2011 - 13:10 - #4Oppure che è qualitativamente superiore a ciò che sceglierebbero le “masse ignoranti”…
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20 ott 2011 - 13:26 - #5beh, io quando un film è ‘acclamato dalla critica’ ne sto accuratamente alla larga .smile
romfladef
20 ott 2011 - 13:38 - #6Eheheh… anch’io, in genere. Ma, se la quantità fosse un parametro di valutazione della qualità, allora il Grande Fratello sarebbe uno show televisivo della Madonna! Per tornare sull’argomento, io non sono neppure così convinto del fatto che i nickname siano una soluzione credibile. Anzi, preferisco i nomi reali in quel contesto.
alessio-proietti
23 ott 2011 - 01:33 - #7Google+ non avrà successo a mio avviso. Tutto quello che c’è in Google+ in Facebook già c’è da tempo…perché spostarsi?
Avrebbero dovuto inserirsi prima sul mercato oppure inventare qualcosa di davvero innovativo…