Diego Dzodan di Facebook scarcerato in Brasile

Picture taken on March 1, 2016 of the main entrance gate of the Provisional Detention Centre in Sao Paulo, Brazil, where the vice president of Facebook for Latin America, Diego Dzodan is being kept detained.  Brazilian police arrested Dzodan on Tuesday after the social media giant refused access to data the authorities said was important to a criminal probe. AFP PHOTO / NELSON ALMEIDA / AFP / NELSON ALMEIDA        (Photo credit should read NELSON ALMEIDA/AFP/Getty Images)

Aggiornamento del 3 marzo 2016 - A cura di Rosario.

Dopo aver passato quasi ventiquattr'ore in una prigione brasiliana, Diego Dzodan di Facebook è stato scarcerato poco fa. Il vicepresidente del social network era stato arrestato in seguito a una lunga battaglia con le autorità locali, che chiedevano alla società di mettere a disposizione dei dati privati provenienti da WhatsApp per un caso di traffico di droga.

La decisione è arrivata dal giudice d'appello, che ha ribaltato la sentenza precedente, naturalmente criticata in modo acceso da parte di Facebook. Immediato è stato anche il commento da parte di un portavoce dell'azienda americana:

"L'arresto di Diego è stato una misura estrema e sproporzionata, siamo contenti di vedere che la corte di Sergipe abbia stabilito il suo rilascio."

Via | Reuters.com

Vicepresidente di Facebook arrestato in Brasile per aver rifiutato di fornire dati WhatsApp

mark zuckerberg

Post originale del 2 marzo 2016 - A cura di Rosario.

Un vicepresidente di Facebook è stato arrestato in Brasile, per ordine di un giudice che chiedeva alla società di collaborare fornendo alcuni dati provenienti da WhatsApp, legati a un caso di traffico di droga. Diego Dzodan è così finito dietro le sbarre, alla fine di una lunga lotta che vede coinvolte le autorità della nazione sudamericana e i vertici del social network.

Quattro mesi fa, il giudice Marcel Montalvão aveva ordinato a WhatsApp di fornire alcuni dati per permettere le indagini. Dopo il rifiuto da parte di Facebook, la corte ha stabilito una serie di multe fino all'evento eclatante di questi giorni. La risposta da parte del social network non si è fatta aspettare:

"Siamo rammaricati dal fatto che le autorità abbiano intrapreso questa strada estrema. [...] Facebook è stato e sarà sempre disponibile a rispondere a qualsiasi domanda le autorità brasiliane dovessero avere."

L'arresto di Dzodan avviene in un momento particolare dal punto di vista della sorveglianza governativa, in cui Apple e FBI si trovano al centro di una battaglia per la difesa dei dati appartenenti all'iPhone di uno dei killer della strage di San Bernardino.

Via | Latintimes | Reuters

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