Kiddle, nasce il motore di ricerca per i bambini (non senza polemiche)

Proteggere i bambini che navigano online è uno degli obiettivi che le grandi aziende tech tengono in seria considerazione ormai da anni, offrendo a genitori ed educatori tutti gli strumenti necessari per garantire una navigazione su Internet il più sicura possibile. Da Google a Microsoft, passando per Yahoo, gli strumenti esistono e le guide per abilitarli e personalizzarli sono innumerevoli.

Ed è proprio a partire da Google Safe Search, lo strumento di Google, che è da poco nato un motore di ricerca indipendente pensato proprio per i bambini: pur non essendo in alcun modo legato a Google, Kiddle ricalca la grafica del famoso motore di ricerca già a partire dal logo, passando per la visione delle ricerche in siti internet, immagini, notizie e video.

I creatori di Kiddle chiariscono fin da subito che il motore di ricerca ha dei filtri automatici e si avvale anche della collaborazione di curatori che intervengono per rendere il tutto ancor più sicuro per i più piccoli. Non solo: al di là delle sicurezza - che è l’aspetto fondamentale di Kiddle - il portale fornisce i risultati con una grafica più orientata a un pubblico giovane, usando un font più leggibile e anteprime più grandi.

Sulla carta è tutto perfetto, ma in seguito al lancio non sono mancate le polemiche: chi decide cosa i bambini possono e non possono vedere? I termini legati al mondo LGBT, ad esempio, vengono censurati. Cercando “bisessuale” o “transgender”, un avviso ci spiega di aver inserito una parola legata alla comunità LGBT:

Anche se Kiddle non ha nulla contro la comunità LGBT, è difficile garantire la sicurezza di tutti i risultati per questa ricerca. Vi suggeriamo di rivolgervi ai vostri genitori o al vostro tutore per informazione di questi argomenti.

Questo è ben più di quello che fa Google con il filtro Safe Search attivo. Se in quel caso vengono forniti dei risultati che aiutano chi ha effettuato la ricerca ad avere qualche informazione in più sull’argomento, Kiddle blocca tutto a priori.

Le associazioni LGBT, a cominciare dalla famosa Stonewall, spiega chiaramente che non è possibile censurare argomenti come questi, considerando proprio che i giovani usano regolarmente internet anche per trovare informazioni sulle questioni LGBT. Eliminarle dai risultati delle ricerche equivale a dire che non esistono.

E, a ben vedere, non è affatto una sorpresa. Se è vero che al momento non è chiaro chi siano i fondatori di Kiddle, uno dei suoi tester ha spiegato che a capo del progetto ci sarebbe il russo Vladislav Golunov, fondatore del sito FreakingNews.com. E in Russia, lo sappiamo bene, sul fronte dei diritti civili sono stati fatti soltanto dei clamorosi passi indietro.

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