Come funzionano e a cosa servono le Reazioni di Facebook?

Oggi Facebook ha ufficialmente introdotto in tutto il Mondo il nuovo pulsante delle reazioni, quello che va ad affiancare una serie di stati d’animo al più classico mi piace che è diventato ormai parte della nostra quotidianità.

Il rollout globale ha introdotto ufficialmente le sei emoticon, una in meno rispetto a quelle testate da Facebook nei mesi scorsi: a perdersi per strada è stata “yay”, evviva nella versione italiana, giudicata non universalmente riconosciuta in casa Facebook.

Sono sei, quindi, le reazioni che possiamo esternare sul social network di Mark Zuckerberg:


  • Mi Piace, non ha certo bisogno di presentazioni anche se è lecito immaginare che il suo utilizzo cambierà nel corso del tempo, diventato un po’ più impersonale rispetto al passato.
  • Love, tra le più gettonate nella prima fase di test, si spiega da sola.
  • Ahah, o Haha nella versione originale, è la reazione che si userà di fronte a qualcosa che ci ha fatto ridere o sorridere.
  • Wow è l’emoticon riservata allo stupore
  • Sigh, tristezza nelle intenzioni di Facebook. Non a caso, infatti, al di là della stessa emoticon, l’etichetta in lingua originale è proprio sad, triste, diventato sigh nella traduzione italiana.
  • Grr, allo stesso modo, è l’etichetta italiana della reazione riservata alla rabbia, che in lingua originale è proprio “angry”, arrabbiato.

Triste o arrabbiato erano evidentemente troppo lunghi per essere utilizzati come etichette in Italia - i nostri amici francesi hanno “triste” e “grr”, gli spagnoli “me entristece” e “me enoja” - ma al di là di questo, il senso delle stesse è molto chiaro: aumentare l’interazione tra gli utenti, facendo capire all’autore del contenuto quale reazione ha provocato a chi lo ha letto.

La novità è ufficialmente disponibile in tutto il Mondo, sia per la versione desktop di Facebook che per le applicazioni ufficiali per smartphone e tablet. Se non riuscite ancora a vedere le sei nuove reazioni, tutto quello che dovete fare sarà cliccare sul tasto di Mi Piace o passarci sopra col cursore. Stessa cosa vale per le app su smartphone e tablet: un piccolo messaggio vi confermerà la novità e da quel momento in poi potrete sbizzarrirvi tra cuori, faccine triste e faccine divertite.

La verità sulle reactions di Facebook? Yay è morto.[Provare per credere] #yayisdead

Posted by Selfiesh on Wednesday, February 24, 2016

Ormai, complici anche smartphone e tablet che portiamo sempre con noi, utilizziamo sempre più spesso semplici emoticon per rispondere a un messaggio o per commentare qualcosa, vuoi perchè siamo di fretta, vuoi perché non vogliamo aprire o incentivare una discussione e una banale emoticon può servire a questo scopo. E così, cavalcando quest’onda, Facebook ha deciso di risparmiare ai propri utenti l’utilizzo della tastiera, come ammesso senza mezzi termini da Chris Cox, CPO di Facebook e ideatore delle Reazioni:

Sappiamo che le persone non amano utilizzare la tastiera dei propri smartphone e sappiamo anche che il pulsante “mi piace” non permette sempre di dire ciò che si sta pensando.

E come dargli torto. Del resto le principali applicazioni di messaggistica istantanea, da Facebook Messenger a Skype, passando per WeChat e Line, hanno già iniziato da tempo a puntare sulle emoticon e sui cosiddetti sticker per incentivare l’interazione. Facebook ha soltanto seguito questo trend e l’ha trasportato sul social network.

Cox ha spiegato che il test più importante di queste reazioni è avvenuto in occasione degli attentati di Parigi del novembre scorso. Nei Paesi in cui la novità era già disponibile, gli utenti hanno interagito con post e commenti utilizzando proprio le alternative al più semplice like, sentendosi maggiormente coinvolti nell’interazione.

Se il “mi piace” fa capire che hai visto quel contenuto, le reazioni ti danno quella sensazione di aver fatto qualcosa in più, di aver espresso qualcosa di diverso, di esser stato protagonista (anche se soltanto per una frazione di secondo). E questo è esattamente ciò che Facebook vuole: provocare interazione all’interno della piattaforma, esattamente quello che in casa Twitter stanno provando a fare da anni, senza alcun successo.

E se vi state domandando come si rifletterà questo cambiamento nelle statistiche delle pagine del social network, sappiate che anche lì sta arrivando una piccola modifica che rifletterà questa novità: gli amministratori delle pagine avranno una panoramica di tutte le reazioni suscitate dal contenuto condiviso e dalla pagina più in generale, un piccolo schema che riepilogherà il numero dei mi piace ricevuti, così come quello degli “wow” e degli “Ahah”.

Sarà curioso scoprire, nel prossimo futuro, come questa novità avrà cambiato - e continuerà a farlo - il modo in cui gli utenti interagiscono sul social network per eccellenza.

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