Ricorderete sicuramente le proteste in Iran di qualche tempo fa, passate soprattutto attraverso i canali digitali dei social network per raggiungere tutti quanti noi al di là del confine. Non a caso, il governo iraniano decise di porre un freno agli accessi a Internet e soprattutto a Twitter e compagnia, arrivando anche come mossa definitiva a creare una rete alternativa, conforme alle leggi nazionali.
Fino a oggi, i cittadini iraniani erano in grado di usare la tecnologia offerta dalle VPN per aggirare i blocchi imposti dal governo, ma a quanto pare dallo scorso 30 settembre la cosa non è più possibile: insieme a Siria e Cina, anche l’Iran avrebbe deciso di bloccare tutte le porte di accesso alle reti private virtuali, motivando ovviamente il provvedimento con il fatto che le VPN sono contro la legge.
Potrebbe quindi essere questo il passo definitivo verso la partenza ufficiale della nuova rete iraniana, anche se il ministro delle comunicazioni Reza Tagipour ha negato che le due cose possano avere una qualsiasi relazione. Quello che è certo comunque, è che di fatto l’Iran con una sola mossa ha ottenuto quanto voluto, impedendo da un lato l’accesso a piattaforme non desiderate e dall’altro anche la comunicazione attraverso canali protetti.
Via | Stopfundamentalism.com
Leiladà
07 ott 2011 - 11:13 - #1Dove sono tutti quei geniacci che dicono “massi cosa importa dell’ennesima legge ammazza internet tanto basta usare una vpn” adesso? Questa mentalità è sbagliata, e questa notizia ne è una prova.
gabrielepx
07 ott 2011 - 11:43 - #2La mentalita’ e’ sbagliata ma -forse diro’ una sciocchezza- se il filtro e’ solo a livello di porta, non basta cambiarla? Che so la 80 o la 443…
renzo805
07 ott 2011 - 11:51 - #3Che mondo di merd@.. Ci stanno togliendo la libertà di parola.. Oggi tocca all’iran ma anche qui si stanno facendo le prove generali (vedi il DDL di cui si discute in questi giorni). Hanno capito che internet è un mezzo di comunicazione troppo scomodo per i potenti e cercano piano piano di limitarlo sempre di più.
selektion
07 ott 2011 - 13:06 - #4#3
Il DDL che si discuter oggi non impedisce di utilizzare internet!!!
renzo805
07 ott 2011 - 13:11 - #5Ma impedisce di pubblicare cose che “qualcuno” può ritenere “scomode”.
renzo805
07 ott 2011 - 13:12 - #6È solo il primo passo; ci abituano piano piano, intanto la gente si “abitua” a quello che vogliono loro.
selektion
07 ott 2011 - 19:02 - #7Non impedisce di pubblicare cose che appaiono scomode, semmai costringe alla pubblicazione di una rettifica qualora ci siano delle frasi ingiuriose nei confronti di una persona!!!
Se qualcuno pubblica in un blog qualsivoglia un post dove mi indica per pedofilo, io vorrò giustizia!!!
Mi pare normale questo…
Ora come ore nessuno controlla quello che si scrive, e se questo corrisponda a verità o no!!!
Basta che una persona molto abile faccia girare un falso nei posti giusto che questo diventa sacrosanta verità.
gabrielepx
07 ott 2011 - 19:49 - #8Selektion, il reato di diffamazione esiste gia’ non serve quella legge, ne’ quella legge oscena aggiungera’ la figura del controllore, semplicemente rendera’ poco conveniente scrivere sul web mettendoci nome e cognome.
gabrielepx
07 ott 2011 - 19:51 - #9…anzi, soprattutto rendera’ assai poco conveniente essere italiani e avere un sito web di qualsivoglia natura.
Gli unici felici per quella legge saranno quelli che temono le intercettazioni, se passa la stretta sulle stesse (e non parlo della loro pubblicazione ma delle procedure per farne)
sandro-kensan
07 ott 2011 - 20:33 - #10@Selektion
la diffamazione esiste già, non occorre introdurre l’obbligo di rettifica entro 24 ore se hai scritto che Totò Riina è un mafioso. Invece se Riirna si sente offeso con questa nuova legge può mandare una email al sito/blog e chiedere di rettificare quello che è stato scritto con una sua personale visione della realtà.
Obbligo di rettifica
Diffamazione