Ieri sera, col fuso orario italiano, Mark Zuckerberg è salito sul palco di f8 a San Francisco, in California, per descrivere tutte le novità di Facebook. Abbiamo già proposto una panoramica dei servizi introdotti e la quantità di soluzioni presentate occuperà le prossime settimane. Un aspetto fondamentale è l’impatto con la privacy.
Non è stata annunciata un’applicazione musicale: tuttavia, Facebook diventerà una piattaforma di raccolta per tutte le abitudini dei propri utenti, fornite in varie modalità ai partner a scopi commerciali. Un ulteriore salto di qualità, rispetto alla situazione odierna: per alcuni versi lo era già. Timeline aggraverà la situazione.
Zuckerberg ha evidenziato che sarà possibile gestire quanto condiviso per mostrarlo solo a chi si ritiene più opportuno: purtroppo, il sistema è così pervasivo da trasformare il controllo della privacy in un vero e proprio lavoro non retribuito. Timeline introdurrà un nuovo meccanismo automatico d’autorizzazione delle applicazioni.
Autorizzata un’applicazione ad accedere al profilo su Facebook, infatti, tutte le attività appariranno in tempo reale su Timeline e Ticker. Ognuna potrà essere occultata: tuttavia, è il nuovo concetto di «qualunque cosa, in qualunque luogo, in qualunque tempo» a rendere molto difficoltoso l’intero procedimento. Tutto per pubblicità.
Daniel Ek di Spotify, salito sul palco, ha spiegato bene l’intento di Facebook: trasformare l’attività dei contatti in un “servizio di raccomandazione” per l’intrattenimento musicale. Statistiche alla mano, il consiglio degli amici raddoppia le possibilità che un utente acquisti della musica da uno tra i partner del social network.
È stato, parafrasando le parole di Ek, «un grande giorno» anche per i broadcaster: Reed Hastings ha annunciato da f8 l’estensione di Netflix ad altri quarantacinque Paesi entro le prossime settimane, portando su Facebook i consigli (ovvero, la pubblicità) su film e serie TV. Il vero prodotto diventa l’utente più che l’applicazione.
Un meccanismo che Zuckerberg non ha affatto smentito. Anzi, tracciando l’evoluzione da social graph a open graph il creatore di Facebook ha ribadito la centralità del profilo e della vita dell’utente. Il lifestyle degli iscritti è il nuovo perno per il modello di business di Facebook e dei partner ed è un’opportunità d’investimento.
Bret Taylor ha dimostrato la tesi introducendo Graph Rank cioè l’algoritmo di Facebook per la visibilità delle applicazioni mostrate: un equivalente del Page Rank di Google, e dei motori di ricerca in generale, per il posizionamento dei siti web. L’obiettivo è aumentare le condivisioni degli utenti per apparire prima e più in alto.
L’ispirazione è arrivata dai report annuali dei magazine statunitensi: per realizzare Timeline è occorso un anno di lavori. Chris Cox ha ricordato la gaffe di Memories, un prototipo pubblicato su Facebook per errore. Zuckerberg prende a modello Intel, perché il social network possa «indicare la strada agli sviluppatori» negli anni.
Via | Facebook
(°_°)
23 set 2011 - 10:19 - #1qualcuno ha visto Google+? :)
masterro
23 set 2011 - 12:56 - #2non me ne vogliano gli utenti piu anziani di facebook…ma si continua con il byte delle funzionalità di Google+….
Chi ha detto che facebook è innovativo forse farebbe meglio a ricredersi…
felice di non averlo.
Martin45
23 set 2011 - 14:11 - #3@#1/Ghost: eccomi qua.
Sbronzo di Riace
23 set 2011 - 15:50 - #4io ho un account su facebook, sono Giulio Cesare e non si sono ancora accorti che sono morto
ogni tanto mi inviano delle e-mail dicendomi che Marco Antonio vorrebbe fare amicizia con me
facebook è una c.a.g.a.t.a pazzesca :-)
agvz
28 set 2011 - 16:23 - #5Social network … bella cosa …
Se alcuni anni fa un capo di governo avesse imposto per legge l’uso di qualcosa di simile ad un social network, ci sarebbe stata una sollevazione di piazza in nome dei diritti alla privacy eccetera.
E invece non ce li hanno imposti.
Ce li hanno fatti accettare facendoci credere che sono di moda, sono una gran figata, che se non sei su facebook non sei nessuno. E allora tutti a condividere allegramente dati…
… e così abbiamo creato una cosa che… se va avanti così si impossessa delle nostre vite…