Mark Zuckerberg: "Musulmani sempre benvenuti su Facebook"

Mark Zuckerberg rassicura i musulmani presenti su Facebook, dopo le discriminazioni degli ultimi giorni.

mark zuckerberg

Aggiornamento del 10 dicembre 2015 - A cura di Rosario.

Mark Zuckerberg scende in prima linea per difendere la comunità musulmana su Facebook. Il fondatore del social network ha infatti pubblicato un post attraverso il proprio account ufficiale, all'interno del quale ha voluto "aggiungere la propria voce per dare supporto" a chi sta vivendo giorni difficili dopo gli attacchi terroristici di Parigi.

Proprio a questi fa riferimento Zuckerberg, relazionandoli alla persecuzione che alcune persone hanno avviato nei confronti di tutti i musulmani, senza distinzioni. Una condizione che il trentunenne neo-papà sente molto vicina a quella delle sue origini ebraiche:

"In quanto ebreo, i miei genitori mi hanno insegnato che dobbiamo schierarci contro gli attacchi a qualsiasi comunità. Anche se un attacco non è contro di te oggi, nel tempo gli attacchi alla libertà di qualsiasi persona finisce per coinvolgere tutti quanti. Se sei un musulmano in questa comunità, come leader di Facebook voglio che tu sia consapevole di essere sempre il benvenuto qui, e che lotteremo per proteggere i tuoi diritti e creare un ambiente pacifico e sicuro per te."

Inevitabile anche il riferimento alla nascita della figlia Max, in seguito alla quale Zuckerberg afferma di avere avuto una dose di speranza: il fondatore di Facebook non vuole però che questa soccomba al cinismo e all'odio.

Facebook risponde alle critiche rivolte alla sua politica contro il terrorismo

facebook

Post originale del 9 dicembre 2015 - A cura di Manuela Chimera.

Facebook - Facebook ha deciso di rispondere alle critiche rivolte alla sua politica contro il terrorismo, critiche che sostengono come non sia abbastanza rapida la sua risposta ai contenuti terroristici. Nel comunicato stampa inviato come risposta a una petizione su Change.org che ha ottenuto più di 135.000 firme, Monika Bickert di Facebook ha spiegato che "Non c'è posto su Facebook per i terroristi, la propaganda terroristica o le lodi al terrorismo". La petizione aveva come titolo "Dear Facebook, thanks for the 'Safety-Check,' but on fighting ISIS, you can do much better!" (Caro Facebook, grazie per il Safety-Check, ma nella lotta contro l'ISIS tu puoi fare di meglio!). L'accusa è quella di non aver rimosso abbastanza velocemente gli account che postavano messaggi di sostegno ai terroristi dopo gli attentati di Parigi.

Facebook deve migliorare la lotta al terrorismo


Poco dopo gli attentati di Parigi, su diversi account Facebook sono comparsi messaggi da parte di seguaci dell'ISIS dove si vedevano foto della strage al Bataclan, con scherno nei confronti degli occidentali e lodi verso i "leoni coraggiosi" (i kamikaze) e tutta l'annessa propaganda jihadista. Facebook ha ovviamente rimosso questi post, ma l'autrice della petizione su Change.org, Julie Guilbault, ha affermato che il social network ci ha messo troppo tempo a farlo. La donna ha anche detto che l'azienda utilizza una tecnologia sofisticata per rilevare rapidamente la pornografia, ma "quando si tratta di difenderci dal terrorismo o dalla pubblicazione di video di decapitazioni non ci sono problemi, soffre di un certo ritardo prima che il contenuto o l'account vengano rimossi".

Ecco che allora la Bickert ha risposto e in un messaggio pubblicato su Change.org ha spiegato che "Noi lavoriamo in maniera aggressiva per garantire che terroristi o gruppi terroristici non usino il sito" e ha poi fatto osservare che l'azienda si basa sulle segnalazioni degli utenti per quanto riguarda i contenuti terroristici. Infatti quando un contenuto viene segnalato, ecco che viene controllato da un team globale di esperti. Facebook elimina dalla piattaforma qualsiasi gruppo violento o che si sia impegnato in atti di terrorismo e rimuove anche qualsiasi contenuto che esprima sostegno a tali gruppi e alle loro azioni.

La Bickert ha poi spiegato che quando si verifica una crisi in qualsiasi parte del mondo, dipendenti e risorse vengono riorganizzati in modo da concentrarsi su di essa e poter rispondere rapidamente a tutti i contenuti che violino le norme del sito. La Bickert ha poi fatto notare che ci sono volte in cui determinati post non vengono rimossi, ma solo perché si tratta di iniziative di sostegno contro il terrorismo o di divulgazione di fatti: "Molte persone abitano in regioni instabili e assistono a orrori indicibili che non rientrano nella portata delle telecamere dei media. Facebook offre a queste persone una voce e vogliamo proteggere quelle voci. Per questo motivo permettiamo alle persone di discutere questi eventi e di condividere alcuni tipi di immagini violente, ma solo se lo stanno facendo in modo da sensibilizzare l'opinione pubblica e condannare la violenza".

Via | Mashable

Foto | coletivomambembe

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