WhatsApp inizia a bloccare i link ai servizi della concorrenza?

Un comportamento sospetto di Whatsapp fa gridare alla censura nei confronti della concorrenza. É davvero così?

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Da qualche giorno se provate a inviare via WhatsApp un link legato a Telegram, servizio di messaggistica istantanea diretto concorrente di quello di proprietà di Facebook, c’è un’alta probabilità che quel link non sarà cliccabile. E non per scelta di Telegram, ovviamente.

É WhatsApp che, un po’ a sorpresa, sembra aver iniziato a bloccare tramite aggiornamento silenzioso dell’app ufficiale per Android, i link legati a Telegram, che ora non vengono riconosciuti come tali. Gli utenti, in questo modo, non potranno cliccare su link e lasciare la schermata di WhatsApp - dovranno copiare il testo e incollarlo altrove, come con un qualsiasi tipo di testo.

A rivelarlo ci ha pensato The Verge, ripreso oggi da DataMediaHub, che si è visto confermare da Telegram il curioso comportamento, ma non per tutti gli utenti. Su iOS, posso confermarvelo dopo decine di prove, tutto funziona regolarmente e i link di Telegram vengono evidenziati come sempre, così come Facebook continua a farmi passare tutti i link di The Pirate Bay affini.

The Verge, infatti, sottolinea come questo tipo di comportamento non è cosa nuova per Facebook, proprietario di WhatsApp, che già nel 2010 era finito nelle polemiche dopo aver bloccato i link a The Pirate Bay e di recente, il blocco è ancora attivo, per aver inibito i link al social network Tsu.co e una serie di post che lo presentavano o che parlavano della questione, un po’ più complessa di quanto emerso in un primo momento.

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Nè Facebook né WhatsApp, al momento, hanno commentato pubblicamente la vicenda e c’è una buona probabilità che non arriveranno mai comunicazioni ufficiali né sapremo mai se si è trattato di un errore o di un comportamento intenzionale. Ora che la polemica è montata, tutto tornerà alla normalità nell’arco di pochi giorni, o perchè l’errore è stato corretto o perchè in casa WhatsApp si sono accorti che un comportamento del genere serve a ben poco se non ad attirare critiche non necessarie.

WhatsApp, che ci piaccia o meno, domina il mercato con oltre 900 milioni di utenti attivi, mentre Telegram al maggio scorso poteva contare su un bacino di 62 milioni di utenti attivi al mese. Un concorrente di cui c’è poco da temere, no? E bloccare i link a Telegram all’interno delle chat di WhatsApp, francamente, servirebbe a ben poco: non è questo a fermare un utente che vuol provare un nuovo servizio.

In ogni caso, anche in casa Telegram sono convinti che tutto tornerà alla normalità:

Tipicamente dopo le reazioni negative della stampa, Facebook fa un passo indietro e dà la colpa al proprio filtro intelligente. Ci aspettiamo che accada la stessa cosa anche questa volta.

Non mancheremo di aggiornarvi non appena ci saranno novità.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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