È davvero «un obbligo morale», parlare della sessualità di Tim Cook?

Tim CookTim Cook, l'uomo che ha sostituito Steve Jobs alla guida di Apple, è gay: per Felix Salmon quest'informazione è «un obbligo morale» verso i lettori. Cook ha fatto coming out sulla propria sessualità a gennaio quando per la prima volta ha preso le redini della società (al posto di Jobs). Perché dovremmo sottolinearne l'omosessualità?

Guidata da Cook negli ultimi otto mesi Apple è arrivata a disporre d'un capitale più consistente di quello degli Stati Uniti. Benché «qualcuno pensasse che Cook fosse eterosessuale». Il titolo in borsa ha perso il 5% di recente, soltanto perché Jobs ha annunciato il proprio ritiro. E l'omosessualità di Cook non è un dato influente.

Tuttavia, Salmon (che scrive per Reuters e ha collaborato con Wired) è convinto dell'importanza, per un giornalista, di sottolineare la sessualità d'un individuo a prescindere dal ruolo e dai risultati ottenuti. Pure qualora non fosse un'informazione di dominio pubblico. È una tesi controversa e discriminatoria, quanto deprecabile.

Ken Fisher, creatore di Ars Technica, ha espresso forti “perplessità” sulla tesi di Salmon. Un conto è approcciare l'argomento come hanno fatto i colleghi di Queerblog.it, che si occupano appunto di temi legati al mondo LGBT, citando l'omosessualità dichiarata di Cook. Tutto il resto, specie per il giornalismo scientifico, è gossip.

Salmon sostiene che soprassedere sull'omosessualità di un individuo significhi ignorarla, in un atteggiamento discriminatorio: il giornalista di Reuters non ha tutti i torti, per quanto il discorso sia molto più elaborato degli effetti di un articolo sulla sessualità di Cook. Ma arrivare a definirlo «un obbligo morale» è eccessivo.

Cook non è un personaggio pubblico: la sovraesposizione di Jobs è un unicum, emulato goffamente da Mark Zuckerberg, e ha giovato a Apple per il carisma dell'individuo. Al punto da rendere straordinario pure un prodotto scadente. Se i giornalisti hanno «un obbligo morale» è, invece, quello di non ignorare le sbavature delle società.

Via | Ars Technica (fotografia: Wikipedia)

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