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Daniel Domscheit-Berg ammette di avere rimosso dei dati da WikiLeaks

Pubblicato: 23 ago 2011 da Federico Moretti

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Daniel Domscheit-Berg - WikiLeaks

Daniel Domscheit-Berg, noto con lo pseudonimo di Daniel Schmitt, ha ammesso la rimozione di circa 5Gb di dati da WikiLeaks: in polemica con Julian Assange aveva lasciato il portale per creare in proprio OpenLeaks. Le informazioni rimosse sono di carattere diverso: le no-fly list per l’antiterrorismo e dei dati sulla Bank of America.

Domscheit-Berg è pure l’autore di Inside WikiLeaks, un libro in cui spiega i termini della polemica con Assange. WikiLeaks ha confermato in dettaglio la natura delle informazioni rimosse: oltre a quelle già citate, ci sarebbero dei dati su venti organizzazioni neo-naziste statunitensi e le intercettazioni d’un centinaio di società.

L’eccessiva “personalizzazione” dei portali di whistleblowing (così si chiamano i progetti d’informazione sulla falsariga di WikiLeaks) e gli “sgarri” tra i loro rappresentanti rischiano seriamente di trasformare le rivelazioni in gossip di cattivo gusto, mentre i medium tradizionali annullano ogni reazione per la società di massa.

Via | Spiegel Online

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1 commento

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  • Profilo di ice

    ice

    23 ago 2011 - 10:41 - #1
    0 punti
    Up Down

    non voglio certo metter ein dubbio la buona fede di Daniel Domscheit-Berg
    e sicuramente è difficile per personaggi come Assange determinare dove la determinazione sconfini in testardaggine ed egocentrismo
    Ma se pensiamo alle relazioni di Daniel Domscheit-Berg con una impiegata Microsoft (certo un azend ainformatica legata a doppio braccio coi vari governi mondiale cui vende milioni di licenze di Windows, di office e di Exchange) non è da complottisti immaginare che la buona fede dell’hacker tedesco sia stata quantomeno “indirizzata” dai servizi segreti e governi di varie nazioni
    perchè è indubbio che questo genera discredito sull’operato di Assanage e di WikiLeaks facendolo apparire al grande pubblico come un sito che veicola pettegolezzi di dubbia autenticità piuttosto che documenti riservati
    magari tra qualche decina d’anni scopriremo che la moglie di Assange era un agente CIA, novella MataHari