Aurous, il Popcorn Time della musica finisce subito nel mirino della RIAA

Il Popcorn Time della musica, lanciato in versione alpha pochi giorni fa, potrebbe avere vita molto breve. Aurous, questo il nome della web app che promette agli utenti un’immensa libreria musicale totalmente gratuita (e illegale, proprio come PopCorn Time fa coi film) ha prontamente attirato le ire della RIAA, l’Associazione Americana dell'Industria Discografica, che ha già chiesto un risarcimento milionario.

La RIAA ha già intentato una causa in Florida a nome di alcune delle principali case discografiche, a partire da Sony Music e UMG, sostenendo che il nuovo strumento per pirati stia infrangendo il copyright dei loro clienti.

Questo servizio è un esempio lampante di un business model sostenuto dal furto di copyright su larga scala. Come Grokster, Limewire e Grooveshark, nulla ha una licenza né è legale. Non permetteremo che un servizio simile calpesti i diritti dei creatori di musica.

La RIAA stavolta ha avuto la strada spianata dagli stessi sviluppatori, che prima del lancio dell’app avevano annunciato come il servizio sarebbe stato usato principalmente dai pirati. La causa presentata dall’associazione statunitense cita 20 brani molto popolari disponibili su Aurous e solo per quelli chiede un risarcimento da ben 3 milioni di dollari.

Il documento è stato presentato, ma ora sarà un giudice a decidere se ci sono le basi per andare avanti o meno. E, visti i precedenti, ci sono altissime probabilità che la causa venga avviata.

Via | TF

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