Rojadirecta e i suoi tanti domini

copyright Non c’è pace per i creatori del sito più famoso per visualizzare gli eventi in streaming, il famosissimo Rojadirecta. All’inizio di febbraio 2011 l’U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) nella c.d. Operation In Our Sites (qui il nostro post sui sigilli ai domini) - aveva chiuso i domini rojadirecta.org e rojadirecta.com per violazione ripetuta delle leggi sul copyright.

Nel maggio di quest’anno la Corte d’Appello di Madrid aveva considerato il sito ‘Rojadirecta’ come un mero ‘aggregatore di link’, non contestando quindi la violazione diretta del copyright. In questi giorni un giudice federale statunitense ha invece respinto la richiesta di Puerto 80 Projects (la startup spagnola che gestisce il sito) di vedersi sbloccati i domini .com e .org.

Secondo i legali della startup spagnola, il sequestro da parte dell’ente americano di questi domini è lesivo anche del diritto alla libertà di parola e di pensiero degli utenti dei vari forum connessi alla piattaforma stessa. Il giudice americano ha invece deciso che gli interessi di Rojadirecta (come la libertà di parola ed i diritti collegati) sono tutelati anche grazie al funzionamento dei domini .me e .es e quindi non vi è nessun limite alla libertà di pensiero degli utenti (qui trovate il testo della sentenza). A me pare che tutta questa questione vada affrontata in maniera più diretta e senza divagazioni inutili, disciplinando in maniera seria e lungimirante una volta per tutte la legislazione inerente allo streaming on-line (qui qualche riflessione sull'illegalità o meno dello streaming e su come regolarlo).

Via | Ars Technica
Foto | Rojadirecta.com

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