Kim Dotcom può essere estradato negli Stati Uniti: sconfitto nel processo

Kim Dotcom ha perso il processo per l'estradizione negli USA: già annunciato il ricorso in appello.

<> on September 15, 2015 in Auckland, New Zealand.

Aggiornamento del 23 dicembre 2015 - A cura di Rosario.

Kim Dotcom ha perso. Per il giudice Nevin Dawson, che in Nuova Zelanda si è occupato del processo legato al fondatore di Megaupload, quest'ultimo può essere estradato negli Stati Uniti. La sentenza è arrivata dopo nove settimane di udienze, durante le quali Dotcom si era difeso senza riuscire a convincere il giudice, che era chiamato solo a esprimersi sulla possibilità di estradare l'ex hacker negli USA, e non sulla sua colpevolezza.

"Oggi non c'è stata giustizia" è stato il commento immediato di Ira Rothken, uno degli avvocati di Kim Dotcom che ha fatto ricorso a Twitter per esprimere il suo pensiero. Già annunciato naturalmente il ricorso in appello, che sarà fondamentale per sapere quale sarà effettivamente il vero destino del personaggio ormai più che noto: Amy Adams, ministro della Giustizia in Nuova Zelanda, ha infatti dichiarato di voler aspettare la conclusione del processo d'appello prima di prendere decisioni definitive.

Anche Kim Dotcom in prima persona ha reagito alla notizia, postando su Twitter un'immagine abbastanza rappresentativa del suo pensiero:


Via | Mashable.com

Megaupload, laute ricompense per chi inseriva file protetti da copyright

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Aggiornamento del 28 settembre 2015 - A cura di Rosario.

Mentre il processo riguardante l'estradizione di Kim Dotcom continua ad andare avanti, gli Stati Uniti continuano a provare a dimostrare l'organizzazione dietro a Megaupload, messa in atto dal fondatore della piattaforma insieme ai suoi "colleghi" Mathias Ortmann, Finn Batato e Bram van der Kolk. Nel dettaglio, le indicazioni di oggi sono legate allo schema di ricompense che Megaupload avrebbe messo in piedi tra 2006 e 2011.

Secondo l'avvocato Christine Gordon, che rappresenta le autorità americane, Megaupload avrebbe offerto lauti profitti a chi inseriva video sulla piattaforma, dietro alla consapevolezza che gran parte dei file che portavano traffico al sito violavano copyright. Un singolo utente, chiamato “TH”, avrebbe ricevuto la bellezza di 50.000 dollari in ricompense tra il 2006 e il 2011: la suddetta consapevolezza arriverebbe dai messaggi privati tra Mathias Ortmann e Kim Dotcom, nel 2007.

"Fino a questo momento TH ci ha garantito 18 milioni di pagine viste e 112.257 vendite premium a utenti che hanno scaricato almeno 15 dei suoi file."

Allo stesso tempo, Megaupload riceveva circa 1.200 reclami per violazione di copyright riguardanti proprio l'utente “TH”, impossibili quindi da ignorare. Anzi, secondo l'accusa, la piattaforma avrebbe garantito al proprio iscritto spazio aggiuntivo, invece di chiudere il suo account.

Dotcom e gli altri accusati potranno difendersi nelle prossime ore, ma già arrivano dubbi legati al modo in cui gli Stati Uniti avrebbero fornito prove provenienti da utenti come "TH", ai quali sarebbe stato dato il permesso di rimanere anonimi. Di questo parere è l'avvocato Ron Mansfield:

"Mi chiedo se gli USA siano pronti a identificare gli utenti, in modo da avere la possibilità di sapere chi sono e poter fare loro qualche domanda legata a questi argomenti. È ingiusto che le identità di soggetti rilevanti siano tenute nascoste."

Via | Torrentfreak.com

Kim Dotcom: il processo per l'estradizione riprende dopo anni di rinvio

WELLINGTON, NEW ZEALAND - JULY 03:  Kim Dotcom speaks during an Intelligence and Security Committee hearing at Bowen House on July 3, 2013 in Wellington, New Zealand. Mr. Dotcom challenged the Prime Minister to meet ahead of Security and Intelligence talks. Mr. Dotcom believes the new bill is wrong.  (Photo by Hagen Hopkins/Getty Images)

Post originale del 21 settembre 2015 - A cura di Rosario.

Dopo anni di rinvii a colpi di cavilli legali e altre battaglie, il processo per l'estradizione di Kim Dotcom è ripreso in queste ore in quel di Auckland. Come prevedibile, un nutrito gruppo di avvocati ha affollato l'aula del tribunale neozelandese, dove Dotcom è stato chiamato a presenziare dopo aver fatto costruire appositamente una speciale sedia per motivi ergonomici.

A beneficio di chi non dovesse essere al corrente delle notizie su Kim Dotcom, ricordiamo che il fondatore di Megaupload è accusato da FBI e altre autorità americane di aver costruito - insieme ai suoi soci Mathias Ortmann, Finn Batato e Bram van der Kolk – un'organizzazione criminale dedicata alla violazione del copyright, dalla quale avrebbero ricevuto come guadagno circa 175 milioni di dollari.

La decisione del giudice Nevin Dawson arriverà nel giro di qualche settimana, ma non riguarderà la loro colpevolezza: risponderà infatti alla richiesta degli Stati Uniti di processare il gruppo sul proprio suolo. Se in quel caso dovessero essere riconosciuti come colpevoli, i membri rischiano di passare diversi anni in prigione.

Via | Theguardian.com

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