
Degli effetti di Internet sul corpo umano si è a lungo parlato in passato, tra depressioni da chat, collere da amicizie virtuali interrotte e così via. Mai però finora si era parlato degli effetti del web sulla nostra memoria, che a quanto pare non sarebbe salva dalle influenze delle rete: ce lo dice un nuovo studio della Columbia University, secondo il quale tutto il nostro Googlare impatterebbe sul sistema di ricordi.
La dipendenza dalla rete e dai motori di ricerca per fortuna non causerebbe una vera e propria perdita della memoria, ma piuttosto starebbe influenzando il modo in cui il cervello organizza e ritrova le informazioni immagazzinate, come ci spiega la professoressa Betsy Sparrow:
“Dall’avvento dei motori di ricerca, stiamo riorganizzando il modo in cui ricordiamo le cose. I nostri cervelli si affidano a Internet per la memoria, nello stesso modo in cui ricordiamo un amico, un familiare o un collega.”
Internet sarebbe quindi un luogo dove la nostra memoria sa di poter trovare un determinato ricordo o informazione: saremmo quindi portati a dimenticare cose che siamo sicuri di poter ritrovare su Internet, ricordando invece con chiarezza quelle che pensiamo di non riuscire a ritrovare. Secondo lo studio inoltre, il cervello sarebbe più abile nel ricordare come trovare un qualcosa su Internet piuttosto che l’informazione stessa legata a quel qualcosa.
Durante la ricerca, ai soggetti sono state fatte leggere alcune frasi, invitandoli poi a ricordarle pensando in un caso che fossero state reperibili in un secondo momento (il caso di Internet quindi), mentre in un altro o eliminate: nel primo sarebbe stata riscontrata una minore memoria delle informazioni, mentre chi credeva che le frasi erano state eliminate le ricordava in maniera più nitida. Che ne dite? Vi risulta un comportamento del genere anche da parte della vostra mente?
Via | Cnet.com
bejelit
15 lug 2011 - 11:40 - #1una decina di anni fa ho visto un cartone animato (Serial experimental Lain)
si basava proprio su questo: l’evoluzione umana ha raggiunto un punto morto, non evolviamo +, internet è stato/è/sarà l’unico passo successivo nella nostra evoluzione
un unica conoscienza globale accessibile a tutti, non agiremo + fisicamente … ma faremo tutto con i nostri avatar virtuali
sono passati 10 anni .. e devo dire che per molte cose, c’ha azzeccato!
abbiamo avuto second life, che è stato un fallimento, l’idea era buona ma sfortunatamente (o fortunatamente) è stata mandata in fumo dal’avidità della Linden, ma abbiamo facebook twitter e compagnia cantante .. quante volte interagiamo virtualmente con qualcuno, comodamente dalla camera nostra, quando potremmo andare a trovarlo per interagire fisicamente?
ormai possiamo sperare (come nel cartone) di evolverci ad un punto tale che saremmo tutti connessi ad internet, costantemente, senza l’ausilio di mezzi fisici ma sfruttando la risonanza di Schumann
ice
15 lug 2011 - 12:07 - #2direi che sia una verità incontrovertibile
e non sono necessari studi cosi sofisticati
basti vedere semplicemente che noi tutti salviamo i bookmark e non il contenuto delle pagine che contengono informazioni che ci interessano (a meno che ovvimente non sia una pagina dinamica generata sul momento, come la pagina di una prenotazione)
samuele8
15 lug 2011 - 12:15 - #3insomma,
internet sta diventando una specie di cloud memory condivisa e inconscia. Una specie di entità collettiva.
Ci sarebbe materiale per una decina di libri di fantascienza…
samuele8
15 lug 2011 - 12:18 - #4@bejelit
si arriverà al paradosso che la nostra coscienza si sposterà in rete, mentre la ns entità fisica sarà il nostro avatar reale. Insomma, un rovesciamento delle parti. Abbastanza inquietante.
Danfer
15 lug 2011 - 13:08 - #5ma che ragionamento è è ovvio se la persona sa che l’informazione non può essere reperita in seguito tende a sforzarsi per ricordarla meglio, indipendentemente da internet o nono
lele chi? l'elefante
15 lug 2011 - 14:03 - #6io cerco di ricordarmi le cose, a prescindere dalla loro reperibilità, è uno sforzo egoistico per cercare di far fronte all’alzheimer.
Votatore
15 lug 2011 - 14:05 - #7Prima di avere un pc/internet/google a disposizione facevo la stessa cosa con i libri, perciò non avverto tutto questo cambiamento. Semplicemente, se prima la mia “memoria a puntatore” si limitava ai libri nella mia biblioteca, ritagli di quotidiani e raccolte di riviste, ora ho anche internet.
ilgrillo
15 lug 2011 - 14:56 - #8Sì, la memoria mi gioca brutti scherzi da qualche anno. La sto riallenando.
ice
15 lug 2011 - 15:08 - #9esempio N2
se abbiamo un manuale con dati tabelle di numeri che ci servono
e sappiamo di avere il manuale sempre a disposizione…
ci ricordiamo la pagina in cui sono le informazioni, piuttosto che le informazioni stesse
.
il meccanismo è lo stesso, internet o no
forse la differenza è che l’abitudine ad avere internet sempre disponibile ovunque ci troviamo, ci ha indotti a farci “troppo” affidamento e quindi ci accontentiamo di sapere dove trovare le cose su internet, esattamente come col manuale, su internet pero ci siamo abituati a trovare un po troppe cose….
io ammetto di trovarmi un po perso quando mi faccio un weekend in montagna dove internet non arriva, ma mi aiuta a mantere un equilibrio tra offline e online
Mulholland
15 lug 2011 - 16:57 - #10cosa non si fa pur di scrivere qualche articolo d’estate :D
lucusta
15 lug 2011 - 21:34 - #11…e il problema del futuro sono i siti di upload senza indicizzazione! si perde tutto senza indicizzazione….
ho videocassette del cam corder di 20 anni fa’, ma sono quasi sicuro che qualche video fatto con la cam su SD me lo sono perso da qualche parte in rete… riuscissi a ricordare dove…
lucusta
15 lug 2011 - 21:45 - #12ice, il tuo ragionamento pecca per il solo fatto che il manuale lo hai realmente, se fosse disponibile solo on line, qualora venisse reidirizzato il server sarebbe del tutto inutile ricordarsi il link della pagina…
ci affidiamo luoghi che in realta’ non sono di nostra proprieta’, e che comunque non possiamo preservare nel miglior modo per tutelare il nostro interesse personale.
possono regalarti o affittarti tutto lo spazio che vuoi, e tu puoi riempirlo completamente con i tuoi “ricordi”, ma nella realta’ dei fatti devi comunque considerare quei “luoghi” come un “vuoto a perdere”, perche’ da un momento all’altro, per qualsiasi motivo, potrebbero diventare irraggiungibili.
moltiplica questo per petabyte di dati (l’informazione condivisa, la vera internet), ed e’ facile arrivare alla conclusione che la “nuova cultura” e’ labile; a perdere.
vabbe’, faccio inizio un backup, va’, che sti’ discorsi mi prendono male…