Logo Blogo

Wifi delle Poste: la registrazione è obbligatoria, ma non obbligatoria

Pubblicato: 14 lug 2011 da Francesco

Commenti dei lettori

Notizie fresche dalle Poste italiane:

Internet gratuito, veloce e sicuro negli uffici postali. Poste Italiane ha infatti attivato aree WiFi pubbliche in 22 uffici postali nelle quali i cittadini potranno connettersi e navigare gratuitamente su internet con il proprio personal computer, lo smartphone o i tablet. Nello spazio WiFi sarà in ogni caso disponibile un desk con un personal computer. Per fruire del servizio, messo a disposizione da Poste Mobile, l’operatore di telefonia mobile del Gruppo Poste Italiane, sarà sufficiente compilare via internet un breve form di accesso, inserendo alcuni dati personali e un numero di telefono mobile. La password per accedere al WiFi sarà comunicata con un sms al telefono cellulare. Sono già attive le aree WiFi a Roma, Milano, Genova, Palermo, Bari, Bologna, Firenze, Cagliari, Taranto, Livorno, Modena, Pavia, Trento e Acqui Terme.

Bene quindi, ci sarà anche una postazione pubblica con PC fisso che può essere utile a tanti utenti occasionali della Rete. Però, una considerazione a caldo che spero non smentirete: perchè richiedere ancora l’odiosa registrazione Pisanu? Lo stesso sito dell’Associazione bibliotecaria italiana, in gennaio diceva:

Lo scorso 27 febbraio 2011 è entrata in vigore la legge 10/2011 che converte, con modificazioni, il decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (cosiddetto “Decreto milleproroghe”). Il decreto all’ art. 2 comma 19 lettera b ha abrogato i commi 4 e 5 dell’art. 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144 (decreto antiterrorismo Pisanu), che riguardavano il monitoraggio delle operazioni svolte dall’utente che utilizza le postazioni pubbliche per la navigazione in Internet e l’archiviazione dei relativi dati, nonché le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità, per l’identificazione degli utilizzatori.

Sarà quindi più semplice per le biblioteche gestire il servizio di navigazione rivolto all’utenza.

Niente, abrogati i commi 4 e 5 del Decrteo Pisanu, ma ancora il Wifi aperto rimane un miraggio, anche per i progetti in apparenza più interessanti come quello di Salerno (qui su FB). E va bene che le Poste sono cambiate e si parla ormai da tanto di aziende private, per cui forse è un po’ oltre il segno il concetto di accesso come diritto sancito dall’ONU (anche per chi scarica), ma basterebbe il buon senso a suggerire un’idea semplice: meno accesso “libero” si offre e meno servizi ci si possono poi vendere sopra.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
8 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Lak

    14 lug 2011 - 16:37 - #1
    0 punti
    Up Down

    “perchè richiedere ancora l’odiosa registrazione Pisanu?”

    Ti sei già risposto…
    1) “servizio, messo a disposizione da Poste Mobile”
    2) “inserendo alcuni dati personali e un numero di telefono mobile”

    stategia di marketing… vogliono acquisire nuovi clienti poste mobile….

  • Profilo di francesco

    francesco

    14 lug 2011 - 16:55 - #2
    0 punti
    Up Down

    Sì appunto, che miopia: siamo ancora al sito con registrazione obbligatoria per i commenti, che pena di visione strategica.

  • SimoneMoriconi

    14 lug 2011 - 17:04 - #3
    0 punti
    Up Down

    CIao Francesco,
    i motivi per i quali esistono ancora i sistemi di autenticazione sono diversi:
    - sicurezza
    - profilazione utenti
    - ottimizzazione della banda disponibile

    Se qualcuno commette illegalità nella rete delle Poste, c’è necessità di tracciare i log e risalire al colpevole. Capirai, è la stessa Polizia Postale che effettua le indagini, se lasciassero la rete aperta sarebbe un controsenso. L’abolizione del Decreto Pisanu conserva questo obbligo, quello di tenere i log per 12 mesi.

    Vero anche il discorso di avere un database di utenti, ma è secondario. Anche perchè le poste avranno già i loro bei db ;)

    E poi, se tutti trovano la rete aperta e si connettono, consumano tutta la banda disponibile, con rischio intasamento. Proprio per questo esistono delle piattaforme come questa (www.oorl.it) che rendono tutto a norma di legge e permettono di gestire tempi e modalità di accesso degli utenti.

  • gigi78

    14 lug 2011 - 18:36 - #4
    1 punto
    Up Down

    @3 poste != polizia postale

  • flux3

    14 lug 2011 - 19:58 - #5
    0 punti
    Up Down

    anche google fa profilazione, non mi pare si lamenti nessuno… non mi pare chiedano la luna ehehe, è la loro rete, un poì come negli aeroporti serviti da google si caricano più velocemente i siti di bigG

  • Profilo di nico-lab

    nico-lab

    15 lug 2011 - 00:32 - #6
    1 punto
    Up Down

    “Wifi delle Poste: la registrazione è obbligatoria, ma non obbligatoria”

    Ma che frase è?? Qui un professore di Italiano di manica larga darebbe solamente che un 2 di voto!

  • Fronzo

    15 lug 2011 - 15:58 - #7
    0 punti
    Up Down

    Ritengo sia normale che un servizio di accesso Wi-Fi a Internet come quello offerto da Poste Mobile preveda una semplice forma di registrazione.

    La prima finalità per la quale l’autenticazione è utile riguarda il semplice “controllo” del servizio e la temporizzazione degli accessi. Usare il cellulare dell’utente per autenticarlo (non necessariamente per identificarlo) è semplice e pratico, sia per il fornitore del servizio che per l’utente.

    Un servizio completamente “libero” e privo di meccanismi di autenticazione e di temporizzazione consentirebbe a chiunque di collegarsi per periodi di tempo indeterminati, il che genererebbe risvolti imprevedibili. Si pensi ad esempio a chi abitasse nei pressi di un ufficio postale coperto e ricevesse il segnale Wi-Fi di PosteMobile. Se il servizio fosse libero e incontrollato si potrebbe fare a meno della connessione di casa “scroccando” quella dell’ufficio: situazione problematica sia per lo “scroccone” sia per il servizio stesso, che sarebbe penalizzato (in termini di banda disponibile) da chi non lo usa per quel che è nato.

    E’ a questo che servono prodotti come WiSpot (www.wispot.it): a controllare l’erogazione di connettività temporanea a Internet.

    Chi pensa che l’abrogazione dei commi del Decreto Pisanu riguardanti gli hotspot abbia di fatto sancito un obbligo di “apertura totale” degli hotspot si sbaglia e di grosso.

  • come???

    16 lug 2011 - 20:10 - #8
    0 punti
    Up Down

    gli accessi si possono controllare benissimo tramite ip e macaddress , e con questo controlli gli scrocconi! per la sicurezza, invece penso che sia una cosa stupida, perchè, se io fossi un male intenzionato, utilizzerei una rete del genere? forse si, così avrei un alibi!!
    stiamo nel 2011 e abbiamo tutte ste restrizioni??? mi smebra che la comunicazione tra delinquenti ci sia a prescideere dalla rete, almeno dai fatturati dell’andrangheta e dal terrorismo, ecc!!!