Wifi delle Poste: la registrazione è obbligatoria, ma non obbligatoria

Notizie fresche dalle Poste italiane:

Internet gratuito, veloce e sicuro negli uffici postali. Poste Italiane ha infatti attivato aree WiFi pubbliche in 22 uffici postali nelle quali i cittadini potranno connettersi e navigare gratuitamente su internet con il proprio personal computer, lo smartphone o i tablet. Nello spazio WiFi sarà in ogni caso disponibile un desk con un personal computer. Per fruire del servizio, messo a disposizione da Poste Mobile, l’operatore di telefonia mobile del Gruppo Poste Italiane, sarà sufficiente compilare via internet un breve form di accesso, inserendo alcuni dati personali e un numero di telefono mobile. La password per accedere al WiFi sarà comunicata con un sms al telefono cellulare. Sono già attive le aree WiFi a Roma, Milano, Genova, Palermo, Bari, Bologna, Firenze, Cagliari, Taranto, Livorno, Modena, Pavia, Trento e Acqui Terme.

Bene quindi, ci sarà anche una postazione pubblica con PC fisso che può essere utile a tanti utenti occasionali della Rete. Però, una considerazione a caldo che spero non smentirete: perchè richiedere ancora l'odiosa registrazione Pisanu? Lo stesso sito dell'Associazione bibliotecaria italiana, in gennaio diceva:

Lo scorso 27 febbraio 2011 è entrata in vigore la legge 10/2011 che converte, con modificazioni, il decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (cosiddetto "Decreto milleproroghe"). Il decreto all' art. 2 comma 19 lettera b ha abrogato i commi 4 e 5 dell'art. 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144 (decreto antiterrorismo Pisanu), che riguardavano il monitoraggio delle operazioni svolte dall'utente che utilizza le postazioni pubbliche per la navigazione in Internet e l'archiviazione dei relativi dati, nonché le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità, per l'identificazione degli utilizzatori.

Sarà quindi più semplice per le biblioteche gestire il servizio di navigazione rivolto all'utenza.

Niente, abrogati i commi 4 e 5 del Decrteo Pisanu, ma ancora il Wifi aperto rimane un miraggio, anche per i progetti in apparenza più interessanti come quello di Salerno (qui su FB). E va bene che le Poste sono cambiate e si parla ormai da tanto di aziende private, per cui forse è un po' oltre il segno il concetto di accesso come diritto sancito dall'ONU (anche per chi scarica), ma basterebbe il buon senso a suggerire un'idea semplice: meno accesso "libero" si offre e meno servizi ci si possono poi vendere sopra.

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