Logo Blogo

Le banche venderanno informazioni sui nostri acquisti con carta di credito?

Pubblicato: 13 lug 2011 da Peppe Croce

Commenti dei lettori

Cosa compriamo e quanto spendiamo, al momento, non viene divulgato o "venduto" al di fuori delle mura degli istituti bancari. Che hanno due opzioni: monetizzare queste informazioni o cambiare politica sulla privacyDomanda non da poco: nell’era della pubblicità targetizzata, che uso fanno le banche delle informazioni derivanti dagli acquisti fatti dai propri clienti tramite carta di credito? Questi dati restano tra le mura dell’istituto, o vengono ceduti a società esterne?

Se lo è chiesto Forbes che, sul blog di Kashmir Hill, fa il punto della situazione e, almeno in parte, rassicura gli amanti dello shopping elettronico. Al momento, secondo quanto risulta alla Hill, le banche non vendono queste informazioni. Ma non è detto che non le usino. Al contrario: cosa acquistiamo, quanto spendiamo e con che frequenza sono informazioni molto utili per le banche che, però, continuano a farne un uso “in-network”, senza cioè venderle.

Secondo Madeline Aufseeser, senior analyst di Aite Group, queste informazioni potrebbero essere presto utilizzate dalle banche per far concorrenza ad alcuni servizi come Groupon o LivigSocial, che al momento spopolano nel settore dello shopping sociale. L’affare varrebbe la bellezza di un miliardo di dollari l’anno e non sarebbe molto difficile da mettere in piedi.

Le banche, d’altronde, hanno uno storico di informazioni che qualunque servizio online attuale si sogna. Aggiungo: le banche hanno anche conoscenza di quando hai i soldi sul conto e quando sei a secco. Immaginate di aver appena ricevuto lo stipendio dopo qualche settimana di ristrettezze o di aver incassato un pagamento consistente in un periodo di magra. In quel momento iniziano ad arrivare le offerte di marketing, anche interessanti (anzi peggio ancora se interessanti). Come reagireste?

Via | Forbes
Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
3 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di go

    go

    13 lug 2011 - 16:56 - #1
    0 punti
    Up Down

    Se pagano anche me per le informazioni…

  • Profilo di skyler83

    skyler83

    13 lug 2011 - 20:33 - #2
    0 punti
    Up Down

    ci sono cataste di normative contrattuali che impediscono che anche la più minima informazione sensibile non necessaria sia comunicata.
    oggi, se una banca si arrischia a fare una cosa simile, con o senza consenso dell’utente, chiude la mattina seguente e il direttivo finisce dietro le sbarre.
    in ogni caso io sono contrarissimo alla profilazione della clientela (intesa come collettività) quando ha come scopo la comunicazione terzi.
    ricordiamo che la legge italiana e comunitaria impone a ogni sistema informativo (e i suoi gestori) di conservare la minima informazione necessaria al mantenimento del sistema stesso, non un byte in più e di distruggerla appena richiesto dal possessore dell’informazione.

  • affar . info BLOG - ow.ly/5AA3d

    14 lug 2011 - 00:30 - #3
    1 punto
    Up Down

    perché, non lo facevano già?