Hollywood come le industrie musicali: la confusione nella lotta alla pirateria

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La lotta alla pirateria delle case discografiche musicali è un argomento sempre attuale, che coinvolge anche i settori "fratelli" come quello cinematografico. Come si comporta Hollywood nei confronti dell'illegalità? Quali sono le mosse pensate per salvaguardare il proprio settore? Con il progresso tecnologico, le etichette musicali hanno visto crollare le proprie vendite del 60% in 12 anni. Il CD è nato, ma è stato creato anche il modo per copiarlo, poi è stato rimpiazzato dall'MP3, complice la comparsa di strumenti P2P come Napster, che ha a lungo combattuto prima di chiudere i battenti. Altri servizi simili sono spuntati per poi sparire, la disponibilità di connessioni veloci ha facilitato la condivisione del file, sono nati i torrent e l'industria musicale non ha fatto altro che minacciare vendetta. Qualche multa sonora, qualche denuncia, ma la passività nei confronti del fenomeno è durata ben 10 anni.

Arrivano poi i servizi come iTunes, che mettono d'accordo le etichette con gli utenti, proponendo musica a basso prezzo.Le industrie dell'intrattenimento televisivo e cinematografico non sembrano aver imparato la lezione: Bill Wyman di Slate analizza l'offerta illegale e le contromosse del settore, giungendo alla conclusione che:

Il modo più semplice e conveniente per guardare i film o gli show televisivi desiderati è quello di ottenerli illegalmente.


L'autore si espone in questo senso dopo un'attenta analisi dell'offerta ufficiale e legale, definendola letteralmente veramente incasinata. Comprare un DVD legalmente costringe a sorbire lunghi spot introduttivi (impossibili da saltare) che inneggiano alla legalità contro la pirateria: se abbiamo speso soldi e tempo per acquistare, evidentemente questo tipo di messaggio è rivolto alle persone sbagliate. Inoltre, il lavaggio del cervello con lunghi spot non piace a nessuno.

La TV via cavo (nel caso americano) o satellitare/digitale terrestre (nel caso italiano) offrono effettivamente palinsesti più vari, ma la pubblicità è comunque tanta, troppa per un servizio pagato profumatamente. La fruizione degli spettacoli risulta inoltre dispersiva (nel caso in cui non si possano registrare con servizi come MySky) e le repliche sono davvero numerose. Negli Stati Uniti esistono poi servizi come NetFlix, che offrono un catalogo di show televisivi e film da guardare in streaming a fronte di una spesa di 23.99 dollari al mese. L'offerta non è così ampia come ci si aspetterebbe, non è possibile fare richiesta di altri titoli e non mancano i problemi tecnici.

Gli Store come quelli della Xbox live o della PlayStation sono poco intuitivi e piacevoli da utilizzare e spesso hanno titoli poco aggiornati. Chi vince in questo panorama? I torrent, i file illegali, veloci e semplici da ottenere, senza compromessi, senza pubblicità, gratuiti e completi. Se cerchiamo una particolare serie, una particolare puntata, un film poco mainstream, il modo migliore per trovarlo è ancora quello di scaricare illegalmente, purtroppo.

L'industria cinematografica è ancora immobile: la complessità delle relazioni tra protagonisti e burocrazia non rende semplice una soluzione. La musica si aggrappa ai concerti per guadagnare, ma se nei cinema non va più nessuno cosa succede? Il tempo stringe, un compromesso è necessario.

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