Facebook blocca le foto di un utente sui migranti della Libia pensando che fossero spam

Facebook ha bloccato le foto del fotografo Khaled Barakeh sui migranti della Libia pensando che fossero spam.

facebook khaled barakeh

Facebook - A volte anche Facebook può sbagliarsi. In pratica Facebook ha bloccato le foto del fotografo siriano Khaled Barakeh inerenti un naufragio di migranti al largo delle coste della Libia scambiandole per spam. La scorsa settimana il fotografo Barakeh ha postato le foto del naufragio al largo della costa di Zuwara, un porto della Libia occidentale. La barca trasportava circa 400 migranti, molti dei quali sono rimasti intrappolati nella stiva della nave quando questa si è capovolta. Il giorno dopo la tragedia, Barakeh ha caricato sette foto nell'album intitolato "Multicultural Graveyard": le foto ritraevano soprattutto le giovani vittime del disastro.

L'album fotografico è stato condiviso più di 100.000 volte prima che Facebook decidesse di bloccarlo. Ecco che allora gli utenti sono insorti, hanno cominciato a parlare di censura e Facebook si è difeso parlando di un problema insorto a causa di un bug interno. Un portavoce di Facebook ha così spiegato: "Questo contenuto è stato segnalato come spam a causa di un errore dei nostri sistemi e abbiamo corretto il problema. Ci scusiamo per la temporanea rimozione di questo contenuto". La domanda in questi giorni è sempre la stessa: è giusto condividere certi contenuti? Dove si trova il sottile confine fra diritto a conoscere i fatti e ricerca del click, della condivisione e del sensazionalismo a tutti i costi?

Via | Mashable

Foto | Screenshot dall'account Facebook di Khaled Barakeh

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