Google+: ecco il nuovo concorrente di Facebook targato Google

Dopo aver lanciato Google +1, il simbolo del plus diventa improvvisamente ancora più importante per Google: con un post sul proprio blog, l'azienda californiana ha infatti annunciato il progetto chiamato Google+, che possiamo ritenere a tutti gli effetti un social network. Dopo mesi di voci più o meno confermate quindi, arriva il nuovo tentativo messo in opera in quel di Mountain View di andare a scalfire il dominio sul mercato da parte di Facebook, ormai in grado di poter essere ritenuto non più un semplice social network, ma un vero e proprio colosso integrato al web, in grado di influenzare in modo rilevante la condivisione sulla rete e la reperibilità dell'informazione.

Ma andiamo a vedere cosa è questo Google+. Il post sopra citato ce lo presenta con la seguente frase:

"Tra i bisogni fondamentali dell'essere umano c'è sicuramente quello di stringere relazioni con gli altri. Ogni giorno della nostra vita comunichiamo con il prossimo attraverso un sorriso, una risata, una parola sussurrata o un gesto di approvazione."

Connessioni con i propri amici per l'appunto, e come vedremo condivisione con essi: elementi in grado già da soli di ricordare Facebook. Su Google+ si potranno infatti postare aggiornamenti di stato, immagini e video, ognuno dei quali da condividere con un gruppo di amici ben determinato, in questo caso individuato con la parola Circle. Per capire cosa sono tali cerchi, possiamo ricordare come esempio il famoso cerchio della fiducia di Robert De Niro con Ben Stiller nel film Ti Presento I Miei: si va da quello dedicato alle persone più strette fino al cerchio più esterno, popolato presumibilmente dai rapporti più larghi. Continuando il paragone con Facebook, i Circles non costituiscono in realtà nulla che con un po' di pazienza non sia già effettuabile in esso: ma Google sembra esserne perfettamente al corrente, visto che quello che viene promesso riguarda la semplicità nella gestione dei cerchi, cosa che effettivamente può venire a mancare ai gruppi di Facebook, soprattutto nel momento in cui il numero di amici va oltre qualche centinaio.

Una funzionalità non presente in Facebook è invece quella che Google chiama Hangout: si tratta di chat multiple tra più persone, non solo testuali ma anche dotate di audio e video, con le quali creare così una room completamente privata nella quale discutere e farsi vedere dai propri amici, praticamente quasi come se si fosse al bar. Una novità di sicuro interessante, unita al cosiddetto Huddle, un sistema di messaggistica istantanea tra browser desktop e dispositivi mobili, coi quali raggiungere gli amici anche quando ci si trova per strada, magari per organizzarsi in vista di un evento. Sul quando e come, ci sarà tempo: al momento Google indica di essere sul punto di avviare una fase di test, detta Field Trial, a cui si può accedere solo su invito.

Qualche considerazione prima di chiudere. Dal recente scandalo Burson-Marsteller, è apparso ormai chiaramente quello che tra Google e Facebook è già da tempo in atto: una guerra aperta, che Google+ porterà nuovamente sul terreno principale con il nuovo tentativo di Google di sfondare la porta del social networking. L'ennesimo tentativo anzi, visto e considerato che i precedenti non hanno avuto la fortuna che si sperava in quel di Mountain View. Il fatto che lo scandalo sopra citato avesse riguardato proprio la funzione dei Circle, accusati da Facebook di essere una minaccia alla privacy, ci dice altro: è la prova di quanto Mark Zuckerberg e i suoi temono Google+, al punto da esporsi in modo così catastrofico dopo l'effetto boomerang.

Dal canto loro, Larry Page e la sua banda dovranno invece dimostrare di essere in grado di andare "oltre Facebook": non solo con gli Hangout, comunque un'apprezzabile funzionalità, ma offrendo un prodotto in grado di dare un motivo (anzi, anche più di uno) concreto a 750 milioni di persone per cambiare abitudini e modi di operare online, ormai diventati abitudini quotidiane grazie a Facebook: la coesistenza sarà infatti impossibile, ma del resto possiamo ben immaginare che essa sia l'ultima cosa voluta, sia da parte di Google che da parte di Facebook. Vi segnalo infine un'entusiasta prova su strada di TechCrunch e, se avete voglia di leggerlo, il lunghissimo articolo pubblicato su Wired relativo alla genesi di Google+: al suo interno anche una frase attribuita a Shimrit Ben-Yair, product manager del social graph di Google, utile per capire l'obiettivo di Google+. Eccola qui:

"Su Facebook condivido troppo. Su Twitter, troppo poco. Se Google riesce a centrare ciò che c'è nel mezzo, possiamo rivoluzionare l'interazione sociale."

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