Roust: il nuovo social network per discutere di politica e religione

Arriva Roust, il nuovo social network dedicato alle discussioni politiche e religiose.

roust social network

Roust - Se è vero che su Facebook, Twitter e LinkedIn si può parlare di temi importanti come la politica, la religione e la società, ciò non vuol necessariamente dire che siano anche i posti migliori dove farlo. Questi argomenti scottanti e che suscitano rapidamente flame e polemiche, possono provocare rotture di rapporti di amicizia decennali o scatenare faide famigliari anche solo per un post condiviso incautamente. Se dunque volete parlare di politica e religione, ma non avete voglia di usare i soliti canali social, ecco che allora potreste provare il nuovo social network Roust, nato proprio per discutere di politica e religione. Si spera in toni più civili rispetto a quanto accade su Facebook, dove il 90% degli utenti pensa che discutere voglia dire insultare impunemente tutto il resto del mondo.

Roust: come funziona?

Mark Lafay, fondatore di Roust, ci spiega come sia nato questo progetto: "Facebook è diventato un luogo dove rimanere in contatto con amici, famigliari, colleghi di lavoro, clienti e dipendenti. Con contatti sociali così diversi fra di loro, è difficile e rischioso prendere posizione su questioni politiche o religiose. Eppure queste sono questioni importanti di cui discutere".

Ma come si fa ad accedere a Roust? Beh, come prima cosa è su invito, quindi avete bisogno di conoscere qualcuno già iscritto che vi inviti a far parte della sua community. Una volta ottenuto l'invito, dovete creare un account, con le solite metodiche. Fatto ciò troverete un feed di notizie in stile Facebook, ma concentrate su politica, religione e notizie socialmente importanti. Quindi niente gattini, foto di piedi o le dieci cose da fare quando si prepara un viaggio su Marte.

Finora nulla di diverso dal solito, non fosse che per le notizie di argomenti selezionati. E invece no, qui a differenza che su Facebook c'è il pulsante Dislike o Non mi piace. Mentre il pulsante Antipatia creerebbe polemiche sugli altri social network, Roust ne fa invece il suo vanto. Non siete d'accordo con le idee di qualcuno? E cliccatelo quel bel pulsante Dislike, vedrete quante soddisfazioni vi darà.

Per quanto riguarda il futuro, Lafay ha spiegato: "In questo momento siamo concentrati sulla costruzione del sito e della community, poi aggiungeremo funzionalità che ruoteranno intorno alla reperibilità dei contenuti, alla privacy e alla moderazione".

Pew Research ci indica come ci comportiamo sui social network per quanto riguarda le questioni politiche

Interessante a questo proposito anche uno studio effettuato dal Pew Research: il 39% degli utenti adulti si impegna in conversazioni politiche sui social network, mentre il 18% ha bloccato, bannato o tolto l'amicizia quando si è trovato in disaccordo con qualche precedente contatto su questioni politiche. O anche in caso di risposte offensive.

Se da una parte è vero che Roust si inserisce in una lacuna del mercato, ovvero offre un posto dove discutere di politica e religione senza timore di offendere qualcuno o di distruggere amicizie e parentele, dall'altro canto è vero che potrebbe essere facile terreno per troll e bulli. Lafay sostiene di voler incoraggiare gli utenti a discutere, ma che comunque ci sarà un team di moderatori che interverrà prontamente in caso di minacce o attività illegali. Inoltre gli utenti potranno anche segnalare i contenuti ritenuti non appropriati. Che ne dite? Proverete Roust?

Via | UK BusinessInsider

Foto | Screenshot da Roust

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