Windows 10: polemiche sulla propagazione dell'aggiornamento in stile Torrent

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Se con la sola potenza dei propri server Microsoft avesse voluto fornire i dati necessari per l'aggiornamento a Windows 10 a tutti i PC che ne hanno fatto richiesta in queste ore, ci sarebbe voluta una banda che Neowin quantifica in almeno 40Tbps. Per alleggerire il carico, l'azienda di Redmond ha pensato di dare all'aggiornamento una funzionalità di propagazione in stile Torrent, vale a dire con trasferimenti che avvengono anche tra i PC che hanno già effettuato il download.

La funzionalità si chiama Windows Update Delivery Optimization, e si sta in realtà attirando un bel po' di polemiche in queste ore a causa della sua attivazione predefinita, in base alla quale il sistema Windows 10 sul quale state leggendo questo stesso post potrebbe essere impegnato a occuparvi banda in upload senza che voi neanche lo sappiate.

L'idea in sé naturalmente non è nuova, visto che tanti altri software si aggiornano allo stesso modo, ma il fatto di non sapere cosa stia facendo il proprio PC in un determinato momento non è una cosa che mette a proprio agio: dalla sezione "Updates and Security" di Windows 10 è possibile disattivare la funzione, che tra l'altro permette di propagare l'aggiornamento anche all'interno della rete di casa.

Microsoft si è comunque difesa, sostenendo che la funzionalità fa uso di una "porzione limitata" della banda in upload non usata al momento: se la cosa può rassicurare almeno in parte chi si preoccupa della performance della propria rete, il problema però resta per chi ha un traffico dati a consumo.

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