Cosa ci fa un bikini su Downloablog? Effettivamente potrebbe sembrare fuori tema, ma non lo è. L’N12 di Continuum è il primo indumento indossabile stampato in 3D.
Vediamo di capirci qualcosa di più. Il nylon 12 è un materiale plastico forte e flessibile nello stesso tempo, che può essere stampato con spessore di 0,7 mm. Questo ha permesso di creare collegamenti filiformi tra le varie componenti del bikini, donando un particolare design al tutto. Ma non solo: secondo i realizzatori è più confortevole da indossare quando è bagnato, per le particolari proprietà del materiale con il quale è prodotto.
Come viene detto nel sito, questo è l’inizio di ciò che potrebbe essere il nostro futuro. Immaginiamo per un attimo stampanti 3D alla portata di tutti, ed immaginiamo di poter stampare su diversi materiali. Potrebbero nascere indumenti usa e getta, da utilizzare solo per una specifica occasione, ed ovviamente avremmo la possibilità di stamparli al momento. Se poi pensiamo ai modelli di stampa, potremmo immaginare anche la possibilità di modelli open-source, oppure di modelli a pagamento, un po’ come avviene oggi per i temi di wordpress. Non sappiamo oggi se l’idea di Continuum avrà successo o meno a livello commerciale, ma gli va dato atto che una strada sembra davvero siano riusciti ad aprirla. Nella seconda parte del post, un video in cui vengono spiegate le fasi di realizzazione, con il modello 3D.
lordmax
07 giu 2011 - 12:23 - #1Io sono certo che sia il futuro.
Lo dicevo a novembre nel mio blog:
http://lordmax.altervista.org/wordpress/archives/319
E non pensavo alla biancheria intima… che in effetti potrebbe essere la killer app del mercato. ^___-
Pinela
07 giu 2011 - 14:25 - #2Io penso al futuro e di sfruttare questa tecnologia per i vestiti futuristici stile Tron Legacy. Se ci pensate i vestiti ,se non quelli firmati da stilisti un po’ eccentrici e dai prezzi proibitivi, non hanno subito uno stravolgimento e livello estetico e dei materiali. Sinceramente mi piacerebbe si sviluppasse di più il campo dell’abbigliamento in genere, magari appunto con nuovi materiali e stili. Dopotutto siamo nel 2011.
govinda
08 giu 2011 - 12:09 - #3I principali settori che trovano riscontro nella prototipazione rapida (che in realtà ragruppa sistemi diversissimi di produzione), sono l’industrial design, ingegneristico-architettonico, orafo.
Lavoro nel settore della prototipazione rapida da diversi anni ed effettivamente posso sottolineare che le potenzialità sono molte, il grosso limite sono i tempi di lavorazione e spesso i costi che, se riportati alla produzione di livello industriale, diventano insormontabili. Cosa importante è non abbandonare la ricerca. Il futuro passa sicuramente da qui.
http://www.flickr.com/photos/enricox/2958366532/