Il governo francese ha stabilito che fare riferimento a Facebook o Twitter nel corso di una trasmissione televisiva oppure radiofonica sia passibile di reato se non si tratta di un servizio d’informazione incentrato sui social network. La sentenza deriva da una legge del 1992 su quella che in Italia definiremmo «pubblicità occulta».
Non soltanto è vietato citare Facebook o Twitter negli annunci radiotelevisivi: le due piattaforme sono bandite da qualunque messaggio in sovrimpressione. Invitare gli spettatori al like su Facebook della pagina del programma, oppure al follow del profilo su Twitter della trasmissione è reato. Come fosse una pubblicità subliminale.
Il governo francese ha precisato che la norma è valida per qualunque piattaforma equivalente: autorizzare i riferimenti a Facebook e Twitter danneggerebbe le altre. Se la legge fosse applicata in Italia, basterebbe la dicitura “messaggio promozionale”. Forse, anziché censurarli, sarebbe stato più opportuno renderli tutti legittimi.
Via | Digital Trends
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04 giu 2011 - 14:19 - #1Non sopporto, non uso e non capisco i social network, ma dite la verità: secondo voi i francesi si sarebbero inventati una legge tanto idiota se gli inventori di Facebook e Twitter fossero stati loro connazzionali?
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Insopportabilmente nazionalisti e snob.
idioti
04 giu 2011 - 14:29 - #2questa è una legge così stupida che non se ne vede nemmeno il motivo. ma a chi giova?
goldlion
04 giu 2011 - 14:45 - #3Alla faccia della Libertè e Fraternitè! Vive la France :-(
Anonimo codardo
04 giu 2011 - 15:08 - #4Siete così drogati da social-cosi non vedere che questa legge è sacrosanta… Se si mettessero a citare una specifica marca di succhi di frutta o di automobile sarebbe pubblicità occulta. Perché non dovrebbe esserlo anche per marchi di aziende che operano su internet ?
middleman90
04 giu 2011 - 16:20 - #5Quoto Anonimo codardo. E poi chi se ne frega di TV e radio?! Non vedo l’ora che scompaiano!
bladex
04 giu 2011 - 16:52 - #6Scusate ma quando si cita la Coca-Cola o la Nutella?…la legge viene applicata anche per Youtube,Myspace, LinkedIn,ecc?..
bladex
04 giu 2011 - 16:59 - #7…Google, Ipad, Iphone,Mac, Microsoft,ecc….
Se è così non si può piu dire niente perchè ormai tutto è un marchio….
Anonimo codardo
04 giu 2011 - 18:45 - #8Tutto è un marchio perché le persone semplici (per non dire altro) richiedono messaggi semplici: ‘cellulare evoluto’ è più difficile che dire ‘iPhone’, ‘rete sociale’ è un concetto più astratto di ‘Facebook’, ‘motore di ricerca’ etc etc …
giostraio.impazzito
04 giu 2011 - 20:31 - #9Legge gisuta.
I social network, che utilizzano il subdolo metodo di farti incontrare gente o vecchi amici, solo per venderti pubblicità e profilarti nei loro database sono oramai morti.
Roba vecchia, da cestianare.
Provate solo a pensare:
fra dieci anni, sarete disocuppati e vi serviranno soldi per matenere i vostri figlioletti;
Andate ad un colloquio, e l’esaminatore vi chiede: “perchè nel 2001, il 4 Giugno hai scritto questa frase su Facebook?”
e voi non vi ricordate nemmeno cosa avete mangiato a colazione la mattina….
ryo8585
04 giu 2011 - 21:11 - #10totalmente daccordo con giostraio.impazzito, anche se nel 2001 è un pò difficile che abbia scritto qualcosa su facebook :P
khelidan
04 giu 2011 - 21:15 - #11@bladex
infatti la legge differenzia tra articoli concentrati sul social network, tipo nel caso che hai citato te, se si sta parlando di prodotto informatici ci può anche stare citare apple o google, ma se si parla del polito tal dei tali e poi si invita a seguirlo su twitter o facebook è cosa ben diversa
@giostraio.impazzito
il tuo discorso ha poco senso e mi sembra parecchio assurdo, quello che scrivi si potrebbe applicare a qualsiasi frase che tu abbia scritto su internet, forum, social, blog, commenti a siti di informazione etc…dovremmo scollegarci e basta per evitare ciò che tu dici….e poi mi chiedo cosa cavolo gliene freghi al tuo datore di lavoro se il 1 giugno 2001 tu hai scritto su facebook che ti piaccion più le bionde che le more, forse ti sopravvaluti un poco
gianniL
04 giu 2011 - 22:13 - #12HANNO RAGIONE.
ammiro i francesi.
in tutte le occasioni dimostrano di avere gli attributi. mica come noi itaGliani …
PincoPa
05 giu 2011 - 00:09 - #13Da quanto leggo sono vietate solo le citazioni fuori luogo.
Le citazione a network chiusi per cui e’ prevista l’iscrizione e’ ovviamente una cosa poco corretta. I milioni di spettatori quindi sono invitati ad iscriversi, non semplicemente a guardare se gli capita (perche’ non posso leggere se non sono iscritti). Ovvero dire “la notizia arriva da un messaggio su Twitter” e’ una cosa ma dire “leggetemi e seguite i miei aggiornamenti su twitter” e’ un’altra.
Se fosse cosi’ l’idea sarebbe condivisibile.
roy7
05 giu 2011 - 08:28 - #14Da un popolo unico al mondo che chiama il computer l’ordinateur ti puoi aspettare questo e altro….
ortega7
05 giu 2011 - 09:25 - #15Ah, se ognuno potesse avere poteri su “quello che danneggerebbe chi”!!!…
Vorrei proprio vedere.
cianoz
05 giu 2011 - 10:27 - #16@gianniL
allora vattene a vivere in Francia, che qui di ITALIANI rinnegati come te non sappiamo che farcene. Sparisci, e fallo subito.
giostraio.impazzito
05 giu 2011 - 11:09 - #17Bravi Francesi. Qualcuno che capisce qualcosa. Facebook e Google sono la nuova Microsoft.
A quando le multe milionarie per la violazione della privacy?
rikstyle22
05 giu 2011 - 11:49 - #18@cianoz
che l’Italia fa’ schifo è un dato di fatto.
vendaval
05 giu 2011 - 13:20 - #19La faccenda è molto semplice. Essendo FB e Twitter coperti dal copyright (provate a usare questi marchi per uso commerciale e vedrete), sono sottoposti alle stesse regole sulla pubblicità che riguardano tutto il mondo del commercio.
Il bello è che le stesse regole esistono anche nel nostro Paese :)
Preferisco non raccontarvi le differenze tra le democrazie europee…..causerebbe una grave crisi esistenziale per molti italiani onesti :)) a volte ignorare rende la vita meno peggio……
cianoz
05 giu 2011 - 15:49 - #20@rikstyle22
A parte che fa’ non va con l’accento e che esiste un tempo chiamato congiuntivo, che l’Italia faccia schifo è un tuo personale parere, non un dato di fatto. L’unica cosa che fa schifo in Italia è la politica, corrotta e fanca**ista, questo lo sanno anche i sassi. Ma l’Italia non è solo questo.
Odio quelli che parlano male sistematicamente dell’Italia però ci restano senza la minima idea di andarsene. E che parlano bene poi di un paese come la Francia, IL paese universalmente riconosciuto come quello con il popolo più antipatico che esista. Talmente pieni di se che pensano di poter dettare legge al mondo. Basta vedere le leggi assurde in materia di Internet tirate fuori da quell’uomo ridicolo che è presidente.
Andatevene in Francia se vi piace tanto, ma finitela di parlare male di casa vostra! Se non vi piace stare qua andatevene.
mcandy
06 giu 2011 - 15:08 - #21boh!! io credo che è stata frettolosamente saltata una parte importante: i soldi, cioè il rendimento economico da una pubblicità.
quello che voglio dire è che giustamente non si puo citare la Coca-cola in maniera occulta in quanto è un prodotto che per averlo bisogna pagare, mentre per FB twitter ecc. che sono totalmente gratuiti non si paga. quindi la legge non dovrebbe essere applicata.
è un po come se io che do una festa tra amici (e quindi senza scopo di lucro) dovessi pagare la SIAE come se facessi una cerimonia o un evento.
tizio.caio
07 giu 2011 - 21:25 - #22“è un po come se io che do una festa tra amici (e quindi senza scopo di lucro) dovessi pagare la SIAE come se facessi una cerimonia o un evento.”
in realtà non lo sai, ma se in quella festa utilizzi musica protetta da loro dovresti pagarli.