Diritto a essere dimenticati anche fuori Europa, la conferma di Google

Il diritto a essere dimenticati riguarderà anche google.com: l'azienda americana conferma l'estensione al di fuori dell'Europa.

A picture taken on October 17, 2017 in Lille, shows two figues in front of the Google internet homepage.   AFP PHOTO / PHILIPPE HUGUEN        (Photo credit should read PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

Aggiornamento del 5 marzo 2016 - A cura di Rosario.

Il diritto a essere dimenticati sarà applicato da Google anche fuori dall'Europa. Il motore di ricerca ha confermato finalmente le precedenti voci, secondo le quali appunto alcuni risultati saranno rimossi anche al di là dei confini del Vecchio Continente. Per chi non dovesse ricordare di cosa si tratti, è il risultato di una direttiva dell'Unione Europea risalente al 2014, per fare in modo che informazioni non aggiornate, irrilevanti o dannose ai danni di un individuo non siano visibili sui motori di ricerca.

Fino a oggi, le richieste effettuate in base al diritto a essere dimenticati venivano applicate solo ai domini europei di Google, come google.it, google.de o google.fr, ma alla fine dell'anno scorso sono arrivate le prime richieste dalla Francia di estenderlo per esempio anche al dominio principale google.com. Dopo un'opposizione iniziale, il colosso di Mountain View sembra aver definitivamente ceduto, accettando di rimuovere i risultati anche altrove.

Peter Fleischer, global privacy counsel di Google, ha spiegato così la decisione:

"Cambieremo il nostro approccio come risultato di una specifica discussione avuta coi garanti della privacy in Europa durante gli ultimi mesi. Crediamo che questo livello aggiuntivo di rimozione dei risultati ci permetta di fornire le protezioni avanzate che le autorità europee ci chiedono, mantenendo anche il diritto delle persone in altre nazioni ad accedere a informazioni pubblicate sotto la legge."

Secondo quanto spiegato da Google, la rimozione dei risultati sarà infatti selettiva: alla connessione al motore di ricerca la pagina verrà costruita in base all'indirizzo IP del visitatore, incrociato con altri elementi di geolocalizzazione per attivare il diritto a essere dimenticati solo nelle nazioni europee. La modifica sarà retroattiva, e verrà quindi applicata anche ai risultati già rimossi nei mesi passati.

Via | Venturebeat.com

Diritto a essere dimenticati, Google lo estende al di fuori dell'Europa

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Aggiornamento dell'11 febbraio 2016 - A cura di Rosario.

Google estenderà il diritto a essere dimenticati al di fuori dell'Europa, accettando così le richieste fatte alcuni mesi fa dalla Francia e da altre nazioni del Vecchio Continente. Ne parla la BBC, secondo cui in quel di Mountain View ci sarebbe stato un cambio d'idea sulla politica di gestione delle richieste di rimozione dai risultati di ricerca.

Dal maggio 2014, in Europa i cittadini possono chiedere a Google di togliere dal proprio database risultati ritenuti "inadeguati, irrilevanti o eccessivi", ottenendo eventualmente la rimozione dalla versione locale del motore di ricerca: fino a oggi, per esempio, le richieste effettuate in Italia non avevano effetto su Google.com, relativo agli Stati Uniti e quindi al di fuori delle leggi europee.

A detta del nuovo report, Google inizierà a rimuovere i risultati anche sulle sue versioni esterne all'Europa a partire da metà febbraio, vale a dire in tempi abbastanza ravvicinati.

Diritto a essere dimenticati, la Francia insiste: va esteso fuori dall'Europa

google youtube

Aggiornamento del 21 settembre 2015 - A cura di Rosario.

Nonostante le proteste e il seguente appello formale di Google, la Francia insiste: il diritto a essere dimenticati va esteso fuori dall'Europa. La Commission nationale de l’informatique et des libertés (CNIL) non ha modificato dunque il proprio parere sulla questione, ribadendo all'azienda americana quanto già chiesto in precedenza: i risultati rimossi da Google.fr devono essere rimossi anche da Google.com.

La richiesta della CNIL era arrivata a maggio, scatenando una serie di discussioni interne ed esterne a Google, riguardanti soprattutto la legittimità di una richiesta che riguarda un sito esterno alla giurisdizione francese, visto che Google.com è da ritenere a tutti gli effetti "americano". La secolare questione del chi regolamenta cosa su Internet, affrontata così nel caso specifico dall'agenzia:

"Se il diritto fosse limitato, potrebbe essere facilmente circuito: per trovare un risultato rimosso, sarebbe sufficiente cercare con un'altra estensione (per esempio cercare in Francia usando Google.com), usando un altro form per accedere al processo. Questo equivarrebbe a rimuovere l'efficienza di questo diritto, applicando diritti variabili agli individui a seconda dell'utente che interroga il motore di ricerca e non sul dato in oggetto."

Naturalmente in disaccordo Google, espressasi così tramite un portavoce:

"In linea di principio, siamo rispettosamete in disaccordo con l'idea che una singola agenzia di protezione dei dati nazionali determini quello che le persone in altri Paesi debbano vedere tramite i motori di ricerca."

Tanto per cambiare, la CNIL ha minacciato di multare Google nel caso in cui l'azienda si rifiuti di fare quanto chiesto nei prossimi mesi.

Via | Venturebeat.com

Diritto a essere dimenticati, Google si rifiuta estenderlo fuori dall'Europa


Gov. Brown Signs Legislation At Google HQ That Allows Testing Of Autonomous Vehicles

Aggiornamento del 31 luglio 2015 - A cura di Rosario.

Google non accoglierà la richiesta del garante per la privacy francese e non farà uscire il diritto a essere dimenticati dall'Europa. La risposta del colosso informatico americano, già nell'aria qualche settimana fa, conferma così l'intenzione di lasciare google.com al di fuori di quanto stabilito nel Vecchio Continente, dove il motore di ricerca è stato obbligato a cancellare i risultati di ricerca in alcuni casi.

A questo punto, Google potrebbe ricevere una multa da parte dell'authority CNIL, che a giugno aveva chiesto alla società di Mountain View di procedere nel senso opposto. Nel dettaglio, Google contesta alle autorità francesi la possibilità di regolamentare anche sulla versione del motore che riguardi altre nazioni:

"Abbiamo lavorato duramente per implementare il diritto a essere dimenticati in modo ragionato e globale in Europa, e continueremo a farlo. Ma come principio, siamo rispettosamente in disaccordo con la volontà del CNIL di avere un'autorità globale su questo argomento e abbiamo chiesto di ritirare la richiesta formale."

La palla passa dunque al garante francese, che analizzerà l'appello di Google per dare un proprio parere entro due mesi: nel caso in cui questo venga rifiutato, potrebbe esserci la multa di cui sopra. A detta di Google, le ricerche che avvengono in Europa sono fatte al 95% nelle versioni locali del motore di ricerca, come google.it, .fr e così via.

Via | Reuters.com

Diritto a essere dimenticati, dalla Francia nuova richiesta di estensione fuori dall'Europa


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Post originale del 13 giugno 2015 - A cura di Rosario.

Anche se Google fa orecchie da mercante, dall'Europa le richieste continuano a essere le stesse: il diritto a essere dimenticati deve uscire dal Vecchio Continente, e riguardare anche il dominio principale google.com. Le nuove indicazioni in merito arrivano dalla Francia, dove il garante per la privacy locale ha chiesto all'azienda americana di non limitarsi ai risultati del dominio google.fr per cancellare le informazioni.

Dalla CNIL (Commission nationale de l'informatique et des libertés) arriva anche una scadenza: 15 giorni, dopo i quali vengono minacciate sanzioni.

"Nel caso in cui Google non adempirà a quanto richiesto con avviso formale entro 15 giorni, il Presidente sarà nella posizione di nominare un incaricato che scriva un report in cui si raccomandi al Select Committee di imporre una sanzione all'azienda."

Secondo quanto reso noto dalla CNIL, le richieste arrivate per cancellarsi da Google in base al diritto a essere dimenticati sarebbero state rifiutate nell'ordine delle centinaia da parte del motore di ricerca: in disaccordo l'autorità solo con alcuni casi, nei quali avrebbe imposto alla società di Mountain View di fare quanto richiesto dai cittadini.

Alle nuove richieste della Francia, Google ha risposto ai microfoni di TechCrunch:

"Stiamo lavorando duro per raggiungere il giusto equilibrio nel mettere in atto la sentenza della Corte Europea, collaborando strettamente con autorità che si occupano di protezione dei dati. La sentenza si è concentrata sui servizi diretti agli utenti Europei, e questo è l'approccio che stiamo adottando per rispettarla."

Le contraddizioni di un argomento come questo continuano ciclicamente a venire fuori: a sfavore dell'applicazione del diritto all'oblio anche su google.com si erano pronunciati qualche tempo fa anche Jimmy Wales e il consiglio di "saggi" istituito da Google per trattare la questione.

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