Stati Uniti, i dati degli impiegati trafugati dagli hacker arrivano fino al 1985

Hacker non ancora identificati avrebbero rubato i dati dall'Office of Personnel Management americano.

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Aggiornamento del 5 giugno 2015.

La dimensione del furto di dati ai danni dell'Office of Personnel Management (OPM) americano si fa sempre più preoccupante, almeno stando alle ultimissime novità che emergono dall'indagine in corso per risalire agli hacker che hanno sottratto informazioni su 4 milioni di dipendenti federali attuali e vecchi.

I dettagli in arrivo riguardano proprio i dati trafugati: secondo un portavoce delle autorità americane, essi sarebbero datati addirittura fino al 1985:

"È una cosa profonda. I dati arrivano fino al 1985. Questo significa che hanno potenzialmente informazioni sui pensionati e potrebbero sapere cosa hanno fatto dopo aver lasciato il governo."

Sicurezza a rischio per tutti quanti dunque, anche per chi magari ha lasciato il proprio lavoro da diverso tempo. Per quanto riguarda invece il tipo d'informazioni sottratte dai database dell'Office of Personnel Management, ci sarebbero date di nascita, numeri di Social Security e dettagli sui conti correnti bancari: messi insieme, potrebbero addirittura offrire una via d'accesso a sistemi protetti di gestione degli armamenti.

Visto che lo scenario si fa sempre più preoccupante, non mancheremo di riportare eventuali aggiornamenti in arrivo nelle prossime ore.

Via | Reuters.com
Foto | Flickr

Stati Uniti, hacker rubano dati di 4 milioni di impiegati federali


hacker

Post originale del 5 giugno 2015.

I dati personali di circa 4 milioni d'impiegati attuali o in pensione sono stati rubati attraverso un'intrusione nei sistemi informatici dell'Office of Personnel Management (OPM) americano, secondo quanto reso noto dalle autorità nella giornata di ieri.

Gli hacker avrebbero sfruttato una breccia nei computer dell'agenzia governativa USA, dove le indagini attualmente sembrano puntare verso soggetti provenienti dall'estero, probabilmente legati a qualche governo di Paesi ostili. Secondo quanto riporta Reuters, al momento l'origine dell'attacco sarebbe stata individuata in Cina.

Il furto dei dati sarebbe stato rilevato ad aprile, mentre il Dipartimento di Sicurezza Nazionale avrebbe appurato l'accesso ai dati da parte degli hacker nel mese di maggio. Al lavoro c'è naturalmente anche l'FBI, per far sì che i responsabili abbiano un nome sicuro:

"L'FBI sta lavorando insieme ai nostri partner esterni all'agenzia per indagare su questo fatto. Prendiamo tutte le potenziali minaccia sia al pubblico che al privato seriamente, e continueremo a indagare e a identificare coloro che costituiscono una minaccia nel cyberspazio."

Non ci resta che aspettare a questo punto, per scoprire in che direzione andranno le indagini attualmente in corso.

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