Bufale su Facebook: l'auto che va ad acqua?

Esiste un auto che va ad acqua? No, si tratta di una bufala su Facebook che parte da una notizia vera, le auto ibride realizzate dall'ingegnere italiano Lorenzo Errico.

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Bufale su Facebook - Esistono auto che vanno ad acqua e che ci fanno risparmiare sul carburante (ma non sulla bolletta dell'acqua?). La risposta è sì e no. Nel senso che complici alcuni titoli fuorvianti, su Facebook e sul web dilaga la bufala delle auto che vanno ad acqua. Peccato che il tutto parte da un progetto realmente esistente, messo in atto dall'ingegnere italiano Lorenzo Errico che sul suo sito Hydromoving spiega chiaramente come le sue siano auto ibride, che usano sia l'acqua che il carburante. Solo che i titoli di alcuni siti hanno ingigantito la cosa e per acchiappare più clic parlano solo dell'acqua, tralasciando quel piccolo dettaglio dell'auto ibrida.

Bufale su Facebook: l'auto ibrida che usa anche l'acqua oltre al carburante

Tutto dunque parte dal progetto dell'italano Lorenzo Errico, il quale ha creato un sistema di auto ibride che usano sia l'acqua (ossidrogeno) che il carburante per andare avanti. Può piacere o no un sistema simile, tuttavia sul suo sito scrive chiaramente che le vetture che vengono attualmente testate sono ibride in quanto usano ossidrogeno associato a benzina, gasolio, metano, GPL e etanolo. La quantità del carburante usato e sostituito con l'acqua prodotta a bordo varia dal 30 al 70%.

Questo è quanto c'è scritto sul sito. Solo che il suo progetto è stato interpretato male da alcuni siti, ivi inclusi alcuni canali di YouTube, dove si parla di auto che vanno solamente ad acqua. Ecco che allora Bufale.net ha corretto il tiro e ha spiegato come stanno le cose veramente. Se ci si sofferma solamente sui titoli degli articoli o dei video di YouTube si corre il rischio di prendere un bel granchio.

A questo proposito Lorenzo Errico ha anche poi ringraziato lo staff di Bufale.net per le spiegazioni e le precisazioni e afferma di aver chiesto lui stesso più volte che i siti e i video in questione correggessero gli errori fatti, ma finora in molti continuano a persistere nello sbaglio.

Via | Pagina Facebook di Bufale.net

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