Internet delle cose, Google annuncia il sistema operativo Brillo

Brillo non è uno che ha alzato troppo il gomito, ma il nuovo sistema operativo di Google per Internet delle cose.

brillo google

Aggiornamento a cura di Daniele Particelli

28 maggio 2015 - Come anticipato nei giorni scorsi, Google si è lanciata nell’Internet Delle Cose e ha ufficialmente presentato il sistema operativo Brillo in occasione di Google I/O 2015, confermato di fatto le indiscrezioni già emerse.

Brillo sarà basato su Android, supporterà il Wi-Fi e Bluetooth Low Energy e sarà dotato di Weaver, lo strumento di comunicazione che permetterà a tutti i dispositivi di interagire tra loro.

Tutti i dispositivi Android saranno in grado di identificare i dispositivi con Brillo e Weaver, in arrivo rispettivamente nel terzo e nel quarto trimestre nel 2015, tra una manciata di mesi.

Internet delle cose, Google lavora al sistema operativo Brillo?

internet delle cose

I cosiddetti dispositivi "smart" sono sempre più diffusi, al punto che già da diverso tempo si parla di Internet delle cose per identificare oggetti in grado di comunicare tra loro. Nel panorama dell'IoT, acronimo inglese per Internet of things, Google a quanto pare sta provando a inserirsi con un nuovo sistema operativo, chiamato Brillo.

Si tratterebbe di una versione leggera del già famoso Android, realizzata specificamente per dispositivi con 32 o 64MB di RAM: a parlarne è il sito The Information, secondo cui Google starebbe preparando il lancio di Brillo per la prossima conferenza Google I/O, in programma in quel di San Francisco il 28 e 29 maggio.

È ovvio che la presenza di un singolo sistema operativo, in grado di diventare uno standard, potrebbe rivelarsi molto utile al diffondersi di Internet delle cose, risolvendo i problemi di compatibilità attraverso oggetti e dispositivi realizzate da marche diverse. Da poco anche altre società hanno iniziato a muoversi in questa direzione, come Huawei che proprio pchi giorni fa ha annunciato il suo LiteOS.

Interpellata, Google ha rifiutato di commentare la voce di corridoio, rimandandoci quindi indirettamente a Google I/O per sapere se essa è fondata oppure no.

Via | Cnet.com

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