Probabilmente se dietro Edgeio non ci fosse quel Michael Arrington, il blogger di Techcrunch da cui ogni startup spera in una buona recensione, non se ne parlerebbe così tanto. O forse no.
Ho potuto provare in anteprima il servizio e quindi pubblico immediatamente una serie di immagini.

Altre tag aggiunte a “listing” permetteranno di categorizzare ulteriormente il post, ad esempio localizzandolo. Uno sguardo alle FAQ è d’obbligo per approfondire tutti gli aspetti.
Naturalmente il servizio, così concepito, lascerebbe spazio ad un fenomeno di spamming enorme che potrebbe bloccarlo: vicino ad ogni post c’è un box che permette di segnalare se il post è stato categorizzato male o si tratta di spamming. Per ora quindi ci si basa sulla collaborazione degli utenti, in attesa che sia messo a punto un sistema automatizzato.
Alla fine mi pongo una domanda: probabilmente il servizio è nato per aggregare annunci di vendita ma si presta a diventare una vetrina per tante altre cose: ad esempio i post categorizzati come web2.0 non contengono annunci di vendita ma segnalazioni di servizi web.
Vedremo quanta libertà lasceranno agli utenti gli autori del servizio: finora la possibilità di andare oltre l’idea iniziale è stata la chiave del successo di servizi come Delicious o Flickr.
Visto che sono entrambi finiti in mano a Yahoo! mi sbilancio e immagino un futuro punto esclamativo in fondo al logo di Edgeio.
Riccardo
19 feb 2006 - 23:18 - #1Grazie per la recensione. Io ho ricevuto l’invito, l’ho provato ma ero perplesso appunto perché sembra riguardare annunci e basta.
La tua osservazione su un possibile utilizzo diverso (per segnalazioni) è interessante.