Grooveshark torna misteriosamente in vita: nuovi guai in vista?

Qualcuno si è preso la briga di rimettere online l’archivio parziale di Grooveshark, nonostante i rischi concreti di cause milionarie.

grooveshark

Grooveshark è tornato. O meglio, il fantasma di Grooveshark è tornato. A pochi giorni dalla chiusura forzata del famoso servizio di condivisione musicale, ecco che il suo archivio recente ha fatto nuovamente capolino online, resuscitato da un non ben precisato team che, per ovvi motivi, al momento è rimasto anonimo.

Questo misterioso team si è preso la briga, nell’ultimo periodo, di fare un backup più o meno completo dell’archivio di Grooveshark proprio in vista della sua chiusura, a lungo vociferata e alla fine avvenuta, e di metterlo online, accessibile da un nuovo indirizzo.

Grooveshark non ha chiuso i battenti senza motivo, ha cessato ufficialmente di esistere di fronte alle pesanti accuse di violazioni di copyright che rischiavano di sfociare in una multa da oltre 700 milioni di dollari. Eppure qualcuno ha pensato bene di rimettere online l’archivio, assicurandosi così una nuova potenziale causa milionaria.

A nulla servirà il disclaimer pubblicato nella nuova homepage:

Prima che iniziate a scaricare le canzoni vogliamo dirvi quanto segue: le canzoni che volete scaricare potrebbero essere protette da copyright. Questo significa che non siete autorizzati a scaricarle se non siete in possesso del disco originale.

Se tanto mi dà tanto, questo nuovo archivio resterà online sì e no una manciata di ore. Del resto, al di là dello spauracchio delle major che arriveranno subito a minacciare cause, non si tratta di un servizio fondamentale: di strumenti per usufruire gratuitamente di musica ne esistono decine, mentre per qualche spicciolo si può ottenere molto di più, da Spotify a Pandora, passando per il più costoso e recente Tidal. Perché, nel 2015, affidarsi a servizio a rischio come Grooveshark?

Via | BGR

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